Rovine della Tonnara di Vendicari con vista sulla spiaggia e sul mare della Sicilia sud-orientale.

Nel cuore della Sicilia sud-orientale, tra le meraviglie barocche di Noto e il fascino marinaro di Marzamemi, si cela un luogo che racchiude in sé storia, natura e memoria: la Tonnara di Vendicari. Situata all’interno della Riserva Naturale Orientata Oasi Faunistica di Vendicari, questa antica struttura di pesca è oggi un simbolo della tradizione marinara siciliana e un prezioso esempio di archeologia industriale immerso in un contesto ambientale di rara bellezza. Visitare la Tonnara significa compiere un viaggio nel tempo e nello spazio, tra i resti di un’attività secolare e i profumi della macchia mediterranea.

La Tonnara di Vendicari: un viaggio nel tempo


Colonne in pietra dell’antico stabilimento della tonnara, esempio di architettura storica siciliana.

Le origini della Tonnara di Vendicari risalgono al XVIII secolo, sebbene la zona fosse già nota come luogo strategico per la pesca fin dai tempi più antichi, grazie alla sua particolare configurazione costiera che permetteva la facile intercettazione dei banchi di tonni. Alcuni documenti storici attestano attività legate alla pesca già in epoca medievale, quando piccole comunità locali sfruttavano le risorse marine attraverso tecniche rudimentali.

La tonnara era conosciuta anche con il nome di “Bafutu” o “Capo Bojuto“, e si trattava di una tonnara di ritorno: ciò significa che la sua funzione principale era la cattura dei tonni e degli sgombri che tornavano dal periodo riproduttivo, a differenza delle tonnare di andata che si trovano sul lato tirrenico dell’isola. Questa distinzione influenzava la stagionalità e la tecnica di pesca utilizzata, con reti posizionate in modo da intercettare il passaggio dei pesci verso ovest.

Nel suo periodo di massimo splendore, la Tonnara di Vendicari impiegava oltre 40 tonnaroti, sotto la guida di 2 rais e con il supporto di numerosi terrazzini, ovvero addetti alle operazioni a terra. L’attività era intensa e organizzata, con una comunità di pescatori che condivideva ritmi, saperi e sacrifici. I tonni venivano trattati sul posto, con metodi tradizionali di salatura e conservazione, i prodotti venivano esportati anche all’estero, soprattutto verso Malta e la Tunisia.

La chiusura definitiva avvenne nel 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale, in parte a causa delle mutate condizioni economiche e tecnologiche, ma anche per la progressiva diminuzione della presenza dei tonni nelle acque locali. Con il tempo, l’infrastruttura cadde in disuso e fu lentamente riassorbita dal paesaggio naturale, fino a essere recuperata e valorizzata come bene storico e culturale a partire dagli anni ’90.

Architettura e struttura della tonnara


Ciminiera in mattoni della tonnara, simbolo dell’archeologia industriale della Riserva di Vendicari.

Il complesso architettonico della Tonnara di Vendicari comprendeva diverse strutture funzionali: i magazzini per la lavorazione del pescato, le abitazioni dei pescatori, un’imponente ciminiera in mattoni e una serie di ambienti destinati alla conservazione e trasformazione del tonno.

Bicicletta da viaggio appoggiata davanti a una casa rurale nella Riserva di Vendicari, ideale per escursioni slow travel.
Antico casolare in pietra ricoperto da fichi d’india, vegetazione tipica della macchia mediterranea.

Particolarmente interessante è il richiamo all’influenza araba che si ritrova tanto nelle tecniche di pesca (con le reti disposte a labirinto) quanto nella terminologia ancora oggi in uso: “rais” era il capo pesca, “muciara” la barca usata, e “marfaragghiu” lo spazio dove si riparavano le reti.

Oggi le rovine della tonnara, restaurate solo in parte, costituiscono uno scenario suggestivo e potente, che attira fotografi, studiosi e turisti. Sono uno dei più affascinanti esempi di archeologia industriale della Sicilia.

La Torre Sveva: sentinella del passato


Torre Sveva di Vendicari, antica torre costiera del XV secolo costruita per difendere la tonnara dalle incursioni piratesche.

Accanto alla tonnara si erge la Torre Sveva, la sua costruzione risale probabilmente al XV secolo e viene attribuita a Pietro d’Aragona, conte di Alburquerque e duca di Noto (1406–1438), fratello di Alfonso V d’Aragona, re di Spagna e Sicilia.

La torre fu edificata con l’obiettivo di difendere la costa e i magazzini portuali, noti come “caricatori”, dove venivano stoccate le derrate alimentari destinate al commercio. La posizione strategica di Vendicari, già utilizzata come scalo commerciale fin dal XIV secolo, la rendeva un punto vulnerabile agli attacchi dei pirati saraceni e barbareschi, che saccheggiavano frequentemente le coste siciliane.

Nel corso dei secoli, la Torre Sveva subì diversi rimaneggiamenti e restauri, soprattutto dopo il devastante terremoto del 1693 che danneggiò gravemente molte strutture nella regione. Nonostante ciò, la torre mantenne la sua funzione militare fino al 1867, quando fu ufficialmente dismessa dal governo italiano per cessata funzionalità.

Dal punto di vista architettonico, la torre presenta una struttura in muratura con blocchi di pietra calcarea. Originariamente, era più alta e comprendeva un ultimo piano e una terrazza, oggi mancanti. Sul lato nord-est si trova un ingresso rettangolare con architrave monolitico, mentre a circa cinque metri di altezza è visibile una porta ad arco ribassato, che un tempo era collegata a un ponte levatoio. Sulle sommità degli angoli sud e ovest sono presenti mensoloni del XVI secolo, che sostenevano ballatoi utilizzati per la sorveglianza e la difesa.

Oggi, la Torre Sveva rappresenta uno dei simboli più riconoscibili della Riserva di Vendicari e testimonia l’importanza storica e strategica di questo tratto di costa siciliana.​

La Riserva Naturale di Vendicari: un ecosistema unico


Saline di Vendicari con ruderi storici e fenicotteri rosa nella Riserva Naturale Orientata Oasi Faunistica di Vendicari, Sicilia.​
Le Saline di Vendicari, un’area di grande valore storico e naturalistico situata all’interno della Riserva Naturale Orientata Oasi Faunistica di Vendicari, tra Noto e Marzamemi, in Sicilia. Le saline, risalenti al XV secolo, furono fondamentali per l’attività della tonnara, fornendo il sale necessario per la conservazione del tonno pescato. Oggi, le saline rappresentano un habitat ideale per numerose specie di uccelli migratori, tra cui i fenicotteri rosa, che vi sostano durante le loro rotte stagionali .

La Riserva Naturale Orientata Oasi Faunistica di Vendicari si estende su circa 1.512 ettari, comprendendo pantani salmastri, dune, spiagge incontaminate, macchia mediterranea e aree archeologiche. È una delle zone umide più importanti d’Europa, riconosciuta dalla Convenzione di Ramsar per la sua biodiversità e l’importanza ecologica.

Vendicari ospita oltre 200 specie di uccelli migratori: fenicotteri rosa, aironi cenerini, cicogne, cavalieri d’Italia, spatole, avocette e falchi di palude sono solo alcuni dei protagonisti del birdwatching. Le acque poco profonde e ricche di nutrienti costituiscono un habitat ideale per la sosta e l’alimentazione durante le rotte migratorie.

Anche la flora è ricchissima: si trovano tamerici, lentischi, palme nane, fichi d’India, ginestre e una straordinaria varietà di orchidee selvatiche in primavera.

Spiagge e percorsi naturalistici


La riserva è attraversata da numerosi sentieri che permettono di esplorare l’area e raggiungere alcune delle spiagge più belle e incontaminate della Sicilia:

  • Spiaggia di Eloro: situata nella parte nord della riserva, vicina all’antica città greca di Eloro, è ideale per chi cerca tranquillità e fondali bassi.
  • Spiaggia di Marianelli: tra le meno frequentate, circondata da dune e agrumeti, molto amata dai naturisti.
  • Spiaggia di Calamosche: spesso indicata tra le spiagge più belle d’Italia, è una caletta protetta tra due promontori rocciosi, perfetta per lo snorkeling.
  • Spiaggia di Vendicari: adiacente alla tonnara, permette di unire la visita culturale alla balneazione in un contesto unico.
  • Spiaggia di San Lorenzo: nella parte più meridionale, con acque cristalline e sabbia fine, più vicina ai servizi turistici.

I percorsi naturalistici sono ben segnalati e includono punti di osservazione per il birdwatching con capanni in legno, passerelle, pannelli esplicativi e aree di sosta.

Come arrivare e consigli pratici


La Riserva di Vendicari si trova a circa 13 km a sud di Noto e può essere raggiunta in auto seguendo la SP19. Ci sono diversi ingressi: Eloro, Calamosche, Torre Sveva/Vendicari e San Lorenzo, ognuno con propri parcheggi (a pagamento in estate).

È consigliabile indossare scarpe comode, portare acqua e protezione solare, soprattutto nei mesi estivi, e rispettare le regole del parco: non disturbare la fauna, non raccogliere piante, non accendere fuochi, non lasciare rifiuti.

La visita è consigliata tutto l’anno, ma i periodi migliori per ammirare i fenicotteri sono l’autunno e la primavera. Nei dintorni si trovano agriturismi, B&B, guide naturalistiche e punti di ristoro che permettono di completare l’esperienza con una sosta gastronomica a base di prodotti locali.

La Tonnara nella cultura contemporanea


La Tonnara di Vendicari ha conquistato anche il mondo della cultura contemporanea: è stata location di alcuni episodi della celebre serie televisiva “Il Commissario Montalbano“, contribuendo a far conoscere questo luogo al grande pubblico italiano e internazionale.

Ha ispirato videoclip musicali e reportage fotografici, oltre a essere soggetto privilegiato per pittori e illustratori. La sua immagine è spesso utilizzata in campagne di promozione turistica e progetti di valorizzazione del territorio.

Eventi culturali, passeggiate letterarie, incontri musicali e iniziative ecologiche coinvolgono oggi il sito e ne rafforzano l’identità di luogo vivo, al crocevia tra memoria storica e visione sostenibile del futuro.

Curiosità e aneddoti


Tra le curiosità più affascinanti vi è la leggenda secondo cui la tonnara fosse collegata, nei secoli passati, a misteriosi riti legati al mare e alla luna piena, con canti e preghiere per propiziare la pesca.

Nell’area adiacente alla tonnara sono state scoperte vasche di epoca bizantina per la lavorazione del pesce (forse usate per produrre il garum), una necropoli ellenistica e resti di antichi insediamenti agricoli, testimonianza della millenaria presenza umana in questo tratto di costa.

Oggi, grazie a progetti regionali ed europei, sono in corso iniziative di conservazione e valorizzazione che mirano a restituire nuova vita alle strutture e a tutelare l’ambiente naturale che le circonda.

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About the Author: Marco Crupi

Ex fotografo professionista (2015–2022) e sviluppatore web, vive a Messina. Il suo blog fotografico marcocrupi.it è stato dal 2008 al 2020 uno dei principali punti di riferimento per la fotografia in Italia. Dal 2015 al 2021 ha collaborato con Panasonic come Global Brand Ambassador e con diversi brand internazionali del settore, tra cui Epson, Nokia, Carl Zeiss, Samsung e Manfrotto. Profondamente legato alla Sicilia, considera questo sito un progetto fotografico e narrativo a lungo termine: un lavoro in continua evoluzione per raccontare l’isola attraverso i suoi paesaggi, i luoghi meno noti e il rapporto tra territorio, luce e memoria.