Tholos nebroidea in pietra a secco tra Ucria e Sinagra, immersa nei pascoli dei Nebrodi e perfettamente integrata nel paesaggio rurale.
Tholos nebroidea in pietra a secco tra Ucria e Sinagra, immersa nei pascoli dei Nebrodi e perfettamente integrata nel paesaggio rurale.

Nel cuore della Sicilia nord‑orientale si estende la catena dei Monti Nebrodi, un paesaggio di alture, boschi e pascoli che si affaccia verso il Mar Tirreno. Qui la pietra ha segnato non solo i percorsi degli animali e dei pastori, ma ha dato forma a piccole costruzioni di grande fascino: i tholos, noti anche come cubburi.

Queste strutture punteggiano i pascoli dei Nebrodi e sono un simbolo discreto di un’economia legata ai percorsi stagionali del bestiame e dell’uomo, più che di antiche necropoli o monumenti funerari.

Che cosa sono i Tholos / Cubburi dei Nebrodi


Tholos nebroidea in pietra a secco tra Ucria e Sinagra, immersa nei pascoli dei Nebrodi e perfettamente integrata nel paesaggio rurale.
Tholos nebroidea in pietra a secco tra Ucria e Sinagra, immersa nei pascoli dei Nebrodi e perfettamente integrata nel paesaggio rurale.

Dal punto di vista architettonico, i tholos dei Nebrodi sono piccoli edifici circolari in pietra a secco, costruiti senza leganti e caratterizzati da una pseudocupola ottenuta con la progressiva aggettanza dei conci. Le pietre, disposte in anelli concentrici che si restringono verso l’alto, creano una chiusura stabile grazie al solo equilibrio statico e alla perizia costruttiva. All’interno lo spazio è essenziale: una camera unica, fresca d’estate e riparata dal vento, spesso con ingresso basso e orientato per ridurre l’esposizione agli agenti atmosferici.

In Sicilia il termine locale più diffuso per queste strutture è cubburo (plurale cubburi). Nel paesaggio dei Nebrodi compaiono isolati o in piccoli gruppi, inseriti tra pascoli, pietraie e radure. La loro funzione è rurale: ricoveri temporanei per pastori, piccoli depositi di attrezzi, ripari durante la transumanza o nelle giornate di lavoro lontano dal centro abitato.

Dal punto di vista tipologico, i cubburi rientrano nella più ampia tradizione mediterranea della pietra a secco, riconosciuta come sapere costruttivo diffuso e adattato ai materiali locali. Richiamano per analogia formale altre architetture in pietra a secco, come i trulli pugliesi, ma restano legati a una funzione pratica e a un’economia pastorale di montagna, con tecniche tramandate oralmente e adattate al territorio.

Chiarimento terminologico: in archeologia il termine tholos indica anche tombe a cupola di età preistorica o protostorica. Nel contesto dei Nebrodi, il termine è usato in senso descrittivo-formale per la forma a pseudocupola e non implica automaticamente una destinazione funeraria.

Dove si trovano i Tholos nei Nebrodi


I tholos e i cubburi si incontrano nell’entroterra dei Nebrodi centrali, in un paesaggio montano fatto di pascoli d’altura, radure e antichi tracciati rurali che ancora oggi disegnano il territorio. La loro diffusione appare concentrata in un ambito relativamente ristretto (circa 90 km², valore indicativo), con presenze più evidenti nei territori comunali di Floresta, Montalbano Elicona, Raccuja e San Piero Patti, lungo dorsali e conche pastorali dove la pietra affiora naturalmente e ha favorito la costruzione a secco.

Floresta

Floresta, tra i comuni più elevati della Sicilia, custodisce numerosi cubburi sparsi nei pascoli circostanti. Camminando tra praterie e muretti a secco, si incontrano piccole strutture con ingresso basso e camera unica, pensate per offrire riparo dal vento e dalle variazioni termiche. L’uso documentato è rurale: rifugio stagionale per i pastori, deposito di attrezzi e punto di sosta durante le attività d’alpeggio. La distribuzione non è monumentale ma diffusa, integrata nel paesaggio agricolo tradizionale.

Montalbano Elicona

Nel territorio di Montalbano Elicona la presenza dei tholos è segnalata in varie contrade – Preda, Monte Castellazzo, Piano Danzi, Portella Zilla, Taffuri, Pellizzaro e Monte delle Cerase – dove pascoli, boschi e coltivi marginali si alternano lungo pendii e altopiani. Qui le strutture appaiono talvolta isolate, talvolta in piccoli nuclei, inserite in contesti di uso pastorale e di presidio temporaneo del territorio. La varietà delle posizioni suggerisce adattamenti locali alle esigenze di pascolo e ai percorsi stagionali.

Raccuja e San Piero Patti

Anche nei territori di Raccuja e San Piero Patti si incontrano tholos isolati o in gruppi ridotti, spesso lungo sentieri secondari e antiche vie di collegamento rurale. La loro collocazione, lontana dai centri abitati e in prossimità di aree di pascolo, è coerente con un impiego legato alla mobilità stagionale e alle pratiche agricole tradizionali. L’osservazione sul campo mostra costruzioni sobrie, perfettamente integrate nella morfologia del terreno e nella trama storica dei percorsi pastorali.

L’Itinerario delle Tholos


Per valorizzare e rendere fruibile questo patrimonio diffuso è stato individuato un percorso noto come Itinerario delle Tholos, un tracciato che attraversa alcune delle aree più rappresentative dei Nebrodi centrali, dove pascoli, radure e dorsali montane conservano ancora l’impronta delle attività pastorali tradizionali. Camminando lungo sentieri di quota e strade rurali, si incontrano i cubburi nel loro ambiente originario: piccole architetture di pietra immerse nel silenzio dei prati, spesso visibili solo all’ultimo momento, quando emergono tra affioramenti rocciosi e muretti a secco. L’esperienza non è monumentale ma paesaggistica, fatta di osservazione lenta e di relazione con il territorio.

Il percorso non prevede ingressi regolamentati né orari di visita, poiché le strutture sono distribuite liberamente nel paesaggio e non costituiscono un sito musealizzato. La fruizione avviene prevalentemente attraverso escursioni a piedi, itinerari naturalistici o trekking guidati organizzati da associazioni locali e realtà escursionistiche del territorio. In alcuni tratti i sentieri coincidono con antiche vie pastorali, elemento che rafforza la lettura storica del paesaggio e il legame tra queste costruzioni e le pratiche agro‑pastorali tradizionali.

Quando andare e consigli pratici


Il periodo migliore per visitare i tholos dei Nebrodi è la primavera o l’autunno, quando il clima è mite e i pascoli sono più accessibili. In estate le temperature possono essere elevate nelle ore centrali della giornata, mentre in inverno alcune strade interne possono risultare difficilmente percorribili.

Si consiglia di affrontare l’itinerario con scarpe da trekking, scorte d’acqua e cartografia adeguata. Molti tholos non sono segnalati in modo puntuale e si trovano lontano dalle strade asfaltate: l’esperienza è quindi adatta a chi ama l’esplorazione lenta e consapevole del territorio.

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About the Author: Marco Crupi

Ex fotografo professionista (2015–2022) e sviluppatore web, vive a Messina. Il suo blog fotografico marcocrupi.it è stato dal 2008 al 2020 uno dei principali punti di riferimento per la fotografia in Italia. Dal 2015 al 2021 ha collaborato con Panasonic come Global Brand Ambassador e con diversi brand internazionali del settore, tra cui Epson, Nokia, Carl Zeiss, Samsung e Manfrotto. Profondamente legato alla Sicilia, considera questo sito un progetto fotografico e narrativo a lungo termine: un lavoro in continua evoluzione per raccontare l’isola attraverso i suoi paesaggi, i luoghi meno noti e il rapporto tra territorio, luce e memoria.