
Arroccata sull’omonimo colle che sovrasta il centro abitato, la Chiesa di San Matteo domina il panorama di Scicli, diventandone uno dei simboli più riconoscibili. La sua posizione scenografica regala una vista mozzafiato sull’intricato dedalo di strade e palazzi barocchi della città sottostante. Sebbene oggi non sia più utilizzata per il culto, rimane un emblema identitario fortissimo per gli sciclitani, oltre a essere una tappa imprescindibile per chi visita la cittadina.
Origini e Storia
La Chiesa di San Matteo, situata sull’omonimo colle, è stata per secoli la chiesa madre di Scicli, rappresentando il cuore religioso e civile della comunità. Le sue origini sono dibattute: alcune fonti suggeriscono una fondazione in epoca paleocristiana, mentre altre la collocano durante la dominazione normanna.
Documenti attestano l’esistenza della chiesa già nel 313 d.C., periodo in cui il Cristianesimo ottenne libertà di culto. Durante il Medioevo, l’edificio presentava una grande basilica a tre navate con un alto campanile situato a sud, dietro le absidi.
Il terremoto del 1693, che devastò la Val di Noto, arrecò gravi danni alla chiesa. La ricostruzione, iniziata nel 1704, avvenne in stile tardo barocco, seguendo i canoni architettonici dell’epoca. Nel 1874, la chiesa perse il ruolo di chiesa madre a favore della Chiesa di Sant’Ignazio, segnando l’inizio di un progressivo abbandono. Gli arredi furono trasferiti, il tetto scoperchiato e l’edificio lasciato in rovina.
Architettura

La Chiesa di San Matteo a Scicli è un esempio significativo dell’architettura religiosa siciliana, con una storia che riflette le vicissitudini della regione.
La facciata della chiesa è realizzata in stile barocco, articolata su due ordini. Il portale centrale è incorniciato da colonne corinzie, sormontato da un finestrone arcuato. L’intera struttura è in pietra calcarea locale, integrandosi armoniosamente con il paesaggio circostante.


L’interno della chiesa presenta una pianta basilicale a tre navate, separate da pilastri con capitelli corinzi. La navata centrale è coperta da una volta a botte, mentre le navate laterali sono coperte da volte a crociera. Il transetto è marcato e le absidi sono di forma rettangolare. Sebbene gran parte degli arredi originali siano andati perduti, l’architettura interna conserva elementi decorativi come stucchi e tracce di affreschi, testimoniando l’antica ricchezza ornamentale della chiesa.


Sul lato destro della chiesa si erge il campanile, addossato alla struttura principale. Questo elemento architettonico contribuisce all’equilibrio dell’intero complesso e rappresenta un punto di riferimento visibile da diverse parti della città.
Sotto il pavimento della chiesa si estende una cripta utilizzata per le sepolture. Questo spazio sotterraneo aggiunge ulteriore valore storico e architettonico all’edificio, offrendo uno spaccato delle pratiche funerarie dell’epoca.
Dopo il trasferimento della funzione di chiesa madre nel 1874, la Chiesa di San Matteo è stata progressivamente abbandonata, subendo un rapido degrado, con la perdita delle coperture e di gran parte delle decorazioni interne. Negli anni ’90, è stata sottoposta a un restauro che ha coinvolto la realizzazione di una copertura in cemento armato a forma di volta. Tuttavia, questo intervento ha causato problemi statici a causa del peso e delle diverse sollecitazioni dei materiali utilizzati. Un successivo restauro, a metà del 2010, ha riguardato in particolare gli esterni e gli infissi.
Significato Culturale e Religioso
La Chiesa di San Matteo ha rappresentato per secoli il centro nevralgico della vita religiosa a Scicli. Qui si celebravano le funzioni più importanti, si svolgevano le processioni solenni e venivano sepolti personaggi illustri della città. Il suo ruolo si estendeva anche alla sfera civile, poiché la sua posizione strategica ne faceva un punto di riferimento visibile da tutta la vallata.
Secondo alcune fonti, la chiesa fu anche luogo di raduno per eventi cittadini di rilievo, come assemblee pubbliche e decisioni comunitarie, rafforzando il suo valore civico. Inoltre, durante i secoli, era tradizione salire al colle in occasione delle principali festività religiose, trasformando l’ascesa in un rito collettivo che univa la comunità.
Anche dopo la perdita della sua funzione liturgica, San Matteo è rimasta nel cuore degli abitanti. È considerata una sorta di “madre spirituale” della città, e numerose iniziative culturali e religiose continuano a ruotarle intorno. Tra queste, spiccano concerti, installazioni artistiche temporanee e celebrazioni simboliche durante eventi locali come la Settimana Santa. La sua immagine è parte integrante dell’iconografia cittadina, al punto che molte cartoline e foto panoramiche di Scicli la ritraggono in primo piano.
Stato Attuale e Progetti Futuri
Oggi la chiesa non è utilizzata per le funzioni religiose, ma è oggetto di crescente interesse da parte di enti pubblici e associazioni locali, come il FAI (Fondo Ambiente Italiano), che l’ha inserita tra i “Luoghi del Cuore” più votati in Sicilia. Negli ultimi anni sono stati effettuati interventi di consolidamento strutturale per preservarne l’integrità e garantirne la sicurezza, con particolare attenzione alla copertura e al rinforzo delle murature.
Sono in corso anche progetti di valorizzazione culturale: visite guidate, eventi musicali, installazioni artistiche e mostre temporanee hanno restituito nuova vita all’antico edificio. Tra le iniziative più rilevanti si segnala l’apertura in occasioni speciali come le Giornate FAI, che attirano centinaia di visitatori. L’obiettivo condiviso è quello di rendere la chiesa sempre più accessibile, restituendole un ruolo centrale, seppur diverso, nella vita della città e del suo patrimonio culturale.
Vedute panoramiche scattate dalla Chiesa di San Matteo



Come Raggiungere la Chiesa
Raggiungere la Chiesa di San Matteo è un’esperienza che richiede un piccolo sforzo, ma che ripaga con ampie vedute e un tuffo nella storia. Si accede tramite una salita che parte dal centro storico, percorrendo antichi sentieri lastricati che si snodano tra le case arroccate.
L’ascesa è breve ma suggestiva, soprattutto nelle ore del tramonto, quando la luce calda del sole accende le pietre della chiesa e dell’intero colle. Per i visitatori meno allenati, si consiglia di indossare scarpe comode e portare con sé dell’acqua, ma l’arrivo in cima ripagherà ogni sforzo con una vista indimenticabile su Scicli e i suoi dintorni.