Facciata barocca della Chiesa di San Bartolomeo a Scicli con colonne doriche, ioniche e corinzie e statue dei santi.
Facciata barocca della Chiesa di San Bartolomeo a Scicli con colonne doriche, ioniche e corinzie e statue dei santi.

La Chiesa di San Bartolomeo rappresenta una delle massime espressioni del barocco siciliano e costituisce un punto di riferimento imprescindibile nel patrimonio architettonico, religioso e culturale di Scicli, in provincia di Ragusa. Situata all’interno del suggestivo scenario del Val di Noto, la chiesa si distingue per la sua imponenza, la ricchezza decorativa e la lunga storia che attraversa i secoli, offrendo un esempio sublime dell’arte sacra dell’Isola.

Collocazione Geografica e Contesto Ambientale


La chiesa si trova nella pittoresca “Cava di San Bartolomeo“, una stretta vallata racchiusa tra due colline: il colle di San Matteo, su cui sorge l’antica chiesa madre ormai sconsacrata, e il colle della Croce. Questo contesto naturale, quasi teatrale, amplifica l’effetto scenografico dell’edificio sacro. Il paesaggio circostante, caratterizzato da costruzioni in pietra locale e vegetazione mediterranea, rende la Chiesa di San Bartolomeo un elemento perfettamente armonizzato con l’ambiente, rafforzando il suo valore estetico e spirituale.

Cenni Storici


Le origini della Chiesa di San Bartolomeo risalgono al XV secolo. La prima struttura era di modeste dimensioni e presentava forme gotiche e catalane. Tuttavia, l’edificio attuale è in gran parte il frutto di ricostruzioni successive al devastante terremoto del 1693, che colpì tutta la Sicilia sud-orientale. Nonostante i gravi danni subiti, la chiesa resistette alla completa distruzione, a differenza di molti altri edifici dell’epoca, e fu possibile recuperare parte della struttura originale, tra cui la zona absidale e alcune opere d’arte.

La ricostruzione iniziò nel 1752, in pieno periodo barocco, e fu condotta seguendo i nuovi canoni architettonici dell’epoca. Il progetto prevedeva non solo il rifacimento della navata e del transetto, ma anche l’ampliamento generale dell’edificio per rispondere alle esigenze liturgiche della comunità in crescita. L’attuale facciata fu completata nel 1815 su progetto dell’architetto siracusano Salvatore Alì, il quale seppe coniugare elementi barocchi e neoclassici in modo armonico e innovativo. La chiesa fu riconsacrata nello stesso anno e divenne un punto centrale nella vita religiosa, sociale e culturale della comunità sciclitana. La sua ricostruzione rappresentò anche un forte segnale di rinascita per l’intera città.

Architettura Esterna


La facciata della Chiesa di San Bartolomeo è articolata su tre ordini, ciascuno caratterizzato da uno stile architettonico distinto:

  • Il primo ordine, con colonne doriche, presenta un’impostazione solida e massiccia, quasi a voler rappresentare la forza e la stabilità della fede.
  • Il secondo ordine, con colonne ioniche, si mostra più slanciato ed elegante, introducendo una dimensione di armonia e grazia.
  • Il terzo ordine, coronato da colonne corinzie e da una cella campanaria sormontata da una cupola costolonata, conferisce leggerezza all’intera struttura e ne esalta la verticalità.

Tra gli elementi decorativi spiccano le statue che ornano il prospetto. Al centro si trova la Madonna con Gesù Bambino, accompagnata da San Pietro e San Paolo. Nelle nicchie inferiori sono collocate le statue di San Bartolomeo, patrono della chiesa, e di San Guglielmo, a testimonianza della devozione locale.

Struttura e Decorazioni Interne


Interno della Chiesa di San Bartolomeo a Scicli con volta affrescata, decorazioni in stucco e navata unica.

L’interno della chiesa è a pianta a croce latina, con un’unica navata e un transetto centrale che crea un senso di grandiosità e raccoglimento. La decorazione interna è dominata dagli stucchi bianchi e dorati, realizzati dai fratelli Giovanni e Giuseppe Gianforma, allievi del celebre scultore palermitano Giacomo Serpotta. Le loro opere, pur meno note, sono di altissima qualità e conferiscono alla chiesa un tono elegante e raffinato.

La volta è decorata con affreschi raffiguranti episodi della vita di San Bartolomeo, che accompagnano il fedele lungo un percorso spirituale e catechetico. I giochi di luce creati dalle finestre laterali esaltano le superfici dorate, generando un’atmosfera di sacralità e bellezza.

Altare maggiore della Chiesa di San Bartolomeo con la pala del martirio, stalli lignei e decorazioni barocche.
Altare maggiore della Chiesa di San Bartolomeo con la pala del martirio, stalli lignei e decorazioni barocche.

Opere d’Arte Conservate


Tavola lignea raffigurante la Madonna della Catena con il Bambino Gesù.
Tavola lignea raffigurante la Madonna della Catena con il Bambino Gesù.

All’interno della chiesa si conservano opere d’arte di notevole valore storico e artistico:

  • La pala dell’altare maggiore, raffigurante il “Martirio di San Bartolomeo”, fu dipinta nel 1779 da Francesco Pascucci, pittore di scuola napoletana. Il dipinto, ricco di pathos e intensità espressiva, mostra il santo nel momento del supplizio, circondato da figure agitate e con un forte uso del chiaroscuro.
  • Un’altra pala d’altare di rilievo è “L’Immacolata tra i Santi Guglielmo e Bartolomeo” di Francesco Cassarino, pittore originario di Ragusa, noto per le sue opere devozionali e i colori brillanti. Il dipinto è un omaggio alla purezza mariana, con i due santi raffigurati in atteggiamento contemplativo e reverente.
  • La “Deposizione di Cristo”, attribuita al celebre Mattia Preti, fu trasferita dalla chiesa dei Cappuccini ed è considerata uno dei capolavori presenti a Scicli. L’opera, caratterizzata da una composizione drammatica e teatrale, evidenzia la mano di un maestro del tardo barocco e richiama l’influenza caravaggesca nel trattamento della luce e delle espressioni.
  • Di grande rilevanza storica è anche la tavola lignea della Madonna della Catena con il Bambino Gesù, una delle opere più antiche custodite nella chiesa, databile tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. Realizzata su tre assi di legno di pioppo, rappresenta un raro esempio di pittura devozionale tardo-medievale siciliana. L’opera è legata a un culto mariano di origine palermitana e riflette la profonda devozione popolare dell’epoca. Restaurata nel 2023 grazie all’iniziativa dell’associazione “I Love Scicli”, ha riacquistato leggibilità e importanza simbolica dopo anni di degrado, diventando un prezioso documento di arte e spiritualità locale.

Il Presepe Ligneo di Pietro Padula


Una delle attrazioni più amate dai visitatori è il presepe ligneo realizzato dallo scultore Pietro Padula nel Settecento. Questo capolavoro di scuola napoletana era originariamente composto da 65 statue intagliate in legno di tiglio, di cui oggi ne restano 29.

La scena della Natività è ambientata tra rovine classicheggianti, con figure di pastori, angeli, e personaggi popolari riccamente vestiti. Il presepe non è solo una rappresentazione della nascita di Cristo, ma anche uno spaccato della vita quotidiana siciliana dell’epoca, con riferimenti al mondo contadino e alle tradizioni popolari.

Tradizioni e Festività Religiose


La Chiesa di San Bartolomeo è al centro di numerose celebrazioni religiose che coinvolgono l’intera cittadinanza:

  • Festa dell’Immacolata Concezione: una delle più sentite, durante la quale si svolgono le tradizionali “Canzoncine” in onore della Vergine. I fedeli percorrono le vie della città in processione, accompagnati da cori e musiche sacre.
  • Processione del Gesù Bambino: detta anche “Cicidda r’oru”, si celebra durante il periodo natalizio. La statua del Bambin Gesù, riccamente ornata, viene portata in processione, rievocando antiche tradizioni devozionali.

Importanza Culturale e Riconoscimenti


La Chiesa di San Bartolomeo è inserita nel contesto del Patrimonio dell’Umanità UNESCO nell’ambito del sito seriale dedicato alle città tardo barocche del Val di Noto, riconosciuto nel 2002. Questo riconoscimento sottolinea non solo il valore architettonico e artistico dell’edificio, ma anche la sua capacità di rappresentare la rinascita urbanistica e culturale delle città siciliane dopo il terremoto del 1693. La chiesa, insieme ad altri edifici barocchi di Scicli, costituisce un esempio straordinario di ricostruzione urbana ispirata ai principi del barocco europeo adattati al contesto locale.

Il valore simbolico della chiesa si riflette anche nella sua funzione sociale: è spesso sede di eventi religiosi, concerti di musica sacra e manifestazioni culturali, che coinvolgono attivamente la popolazione e i visitatori. Inoltre, la sua posizione suggestiva e il ricco apparato decorativo la rendono una delle mete preferite dai fotografi, dagli studiosi d’arte e dai turisti. La chiesa continua a essere un punto di riferimento vivo per la comunità locale, un luogo in cui fede, arte e identità si intrecciano quotidianamente e che contribuisce in modo significativo alla valorizzazione del territorio.

Informazioni Turistiche


La chiesa è visitabile durante tutto l’anno, con orari variabili in base alle stagioni e alle funzioni religiose. Generalmente è aperta al mattino e nel tardo pomeriggio, ma durante le festività religiose gli orari possono estendersi. È consigliabile verificare gli orari aggiornati presso l’Ufficio del Turismo di Scicli o presso la parrocchia.

Sono disponibili visite guidate, anche in lingua inglese, che permettono di approfondire la conoscenza storica e artistica del luogo. Alcuni tour includono anche l’accesso al presepe ligneo di Pietro Padula e spiegazioni dettagliate delle opere d’arte presenti nella chiesa.

Si può raggiungere facilmente dal centro di Scicli, anche a piedi, seguendo il percorso panoramico che attraversa la cava. La zona è ben servita anche da parcheggi per auto e bus turistici. Nei dintorni si trovano numerose strutture ricettive, ristoranti tipici e altri monumenti barocchi, come la Chiesa di San Giovanni Evangelista e il Palazzo Beneventano, rendendo la visita alla Chiesa di San Bartolomeo parte di un’esperienza culturale completa nel cuore del Val di Noto.

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About the Author: Marco Crupi

Ex fotografo professionista (2015–2022) e sviluppatore web, vive a Messina. Il suo blog fotografico marcocrupi.it è stato dal 2008 al 2020 uno dei principali punti di riferimento per la fotografia in Italia. Dal 2015 al 2021 ha collaborato con Panasonic come Global Brand Ambassador e con diversi brand internazionali del settore, tra cui Epson, Nokia, Carl Zeiss, Samsung e Manfrotto. Profondamente legato alla Sicilia, considera questo sito un progetto fotografico e narrativo a lungo termine: un lavoro in continua evoluzione per raccontare l’isola attraverso i suoi paesaggi, i luoghi meno noti e il rapporto tra territorio, luce e memoria.