Facciata in pietra della Chiesa di San Vito a Scicli, con visitatori all’ingresso e scorcio del centro storico barocco della cittadina siciliana.

Nel cuore del centro storico di Scicli, città barocca patrimonio dell’Umanità UNESCO, sorge un edificio che rappresenta un ponte tra fede, storia e scienza: la Chiesa di San Vito, oggi sede del Museo Storico Naturalistico degli Iblei. Questo spazio museale, unico nel suo genere nel panorama degli Iblei, custodisce e valorizza la memoria storica e il patrimonio naturalistico del territorio, fungendo da centro educativo e culturale per residenti e visitatori.

Storia della Chiesa di San Vito


​La Chiesa di San Vito, situata nel quartiere Pendinello sul colle di San Matteo a Scicli, è una delle più antiche della città, con origini risalenti al 1508, quando fu fondata da Giovanni Burgaletta . Dedicata a San Vito martire, uno dei santi più venerati in Sicilia, la chiesa presenta una facciata rinascimentale delimitata da paraste di ordine tuscanico e un cornicione mistilineo. Sopra il portale, ora deteriorato, si trova una finestra circolare; lo stemma e il mascherone sulla pietra di volta sono quasi illeggibili .​

All’interno, un tempo si trovava un altare dedicato a San Carlo, noto per la sua ricchezza e le sculture. La chiesa fu chiusa al culto nel XIX secolo e, nonostante non fosse stata distrutta dal terremoto del 1693, nel XX secolo fu trasformata in canile comunale e successivamente il tetto crollò . Recentemente, è stato oggetto di un progetto di recupero e conservazione che ha visto il rifacimento del tetto con copertura lignea e il restauro delle strutture murarie. Questi interventi hanno permesso di trasformare la chiesa in uno spazio culturale moderno, mantenendo intatto il suo fascino storico.​

San Vito: Il Santo Patrono


San Vito è uno dei santi più popolari nel sud Italia. Nato secondo la tradizione in Sicilia nel III secolo, subì il martirio durante le persecuzioni di Diocleziano. Considerato il protettore contro le malattie nervose e le epidemie, è spesso invocato anche come patrono dei giovani e degli animali domestici. A Scicli il culto di San Vito fu molto sentito, tanto da dedicargli una delle prime chiese del territorio.

Trasformazione in Museo


Guida del Museo Storico Naturalistico degli Iblei che illustra a un visitatore un modello in pietra, con mappa degli Iblei e fotografie naturalistiche.

Nel 2008, grazie a un progetto congiunto tra il Comune di Scicli e l’associazione naturalistica “Natura Sicula”, la chiesa è stata riconvertita nel Museo Storico Naturalistico degli Iblei. L’iniziativa ha permesso non solo di recuperare e preservare un edificio storico, ma anche di offrire al territorio un importante presidio culturale.

La missione del museo è quella di documentare e valorizzare la biodiversità, la geologia, la storia umana e le trasformazioni sociali del territorio ibleo, un’area di straordinario valore paesaggistico e culturale.

Collezioni e Sezioni del Museo


Interno della Chiesa di San Vito a Scicli, oggi sede del Museo Storico Naturalistico degli Iblei, con pannelli espositivi e oggetti etnografici.

Il Museo Storico Naturalistico degli Iblei si sviluppa in diverse sezioni tematiche:

  • Sezione di Geologia: offre una panoramica sull’evoluzione geologica del territorio ibleo, con esemplari di rocce, fossili, carte geologiche e spiegazioni dettagliate sui fenomeni carsici e tettonici che hanno modellato l’area.
  • Sezione di Archeologia: espone reperti provenienti da scavi condotti nella zona, documentando le varie fasi della presenza umana negli Iblei, dai Sicani fino all’età medievale. Sono presenti utensili, ceramiche e oggetti di uso quotidiano.
  • Sezione di Archeologia Industriale: testimonia la trasformazione economica del territorio attraverso l’esposizione di strumenti, macchinari e documentazione delle attività artigianali e industriali locali, come la lavorazione della pietra, la produzione di olio e vino, e le antiche mulattiere.
  • Sezione di Etnografia Rurale: raccoglie oggetti legati alla vita contadina e pastorale dell’area iblea, illustrando le pratiche agricole tradizionali, le tecniche di costruzione in pietra a secco, i costumi e le credenze popolari.
  • Sezione di Etnografia Urbana: esplora gli aspetti della vita quotidiana nei centri urbani del territorio, con una particolare attenzione a Scicli. Documenti, fotografie, mobili e strumenti descrivono la società borghese e le trasformazioni sociali tra Ottocento e Novecento.

Attività e Mostre Temporanee


Il museo ospita regolarmente eventi culturali, mostre temporanee e attività didattiche rivolte alle scuole e al pubblico. Tra i temi trattati nelle esposizioni temporanee vi sono la fauna e la flora locali, la memoria storica del lavoro, la religiosità popolare, l’arte contemporanea e la fotografia documentaria.

Vengono organizzati anche workshop, incontri con studiosi, laboratori didattici e visite guidate tematiche, con l’obiettivo di stimolare il dialogo tra passato e presente, tra natura e cultura.

Informazioni per i Visitatori


Il Museo Storico Naturalistico degli Iblei si trova in Via San Vito, a pochi passi dal centro storico di Scicli.

  • Orari di apertura: generalmente aperto nei fine settimana e durante eventi speciali; per gruppi e scolaresche è possibile prenotare visite su appuntamento.
  • Biglietti: l’ingresso è gratuito o a offerta libera, ma possono esserci variazioni in occasione di mostre o eventi speciali.
  • Accessibilità: lo spazio è parzialmente accessibile a persone con disabilità motorie.
  • Contatti: per informazioni è possibile contattare l’associazione Natura Sicula sezione Scicli, che cura la gestione del museo.

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About the Author: Marco Crupi

Ex fotografo professionista (2015–2022) e sviluppatore web, vive a Messina. Il suo blog fotografico marcocrupi.it è stato dal 2008 al 2020 uno dei principali punti di riferimento per la fotografia in Italia. Dal 2015 al 2021 ha collaborato con Panasonic come Global Brand Ambassador e con diversi brand internazionali del settore, tra cui Epson, Nokia, Carl Zeiss, Samsung e Manfrotto. Profondamente legato alla Sicilia, considera questo sito un progetto fotografico e narrativo a lungo termine: un lavoro in continua evoluzione per raccontare l’isola attraverso i suoi paesaggi, i luoghi meno noti e il rapporto tra territorio, luce e memoria.