Il giro della Sicilia in 80 giorni

Oltre 2000 km in bicicletta lontano dalle mete turistiche per raccontare l’isola nascosta, le storie dimenticate e diffondere la cultura della sostenibilità. 80 giorni, 35.000 fotografie, decine di interviste, 0 emissioni e 0 plastica: un viaggio senza precedenti, per noi tutt’altro che concluso.

Il giro della Sicilia in 80 giorni

Oltre 2000 km in bicicletta lontano dalle mete turistiche per raccontare l’isola nascosta, le storie dimenticate e diffondere la cultura della sostenibilità. 80 giorni, 35.000 fotografie, decine di interviste, 0 emissioni e 0 plastica: un viaggio senza precedenti, per noi tutt’altro che concluso.

Nel duecentesimo anniversario della pubblicazione del famigerato ‘Viaggio in Italia’ di J.W. Goethe, decidemmo di ideare un ambizioso Grand Tour con oltre un centinaio di tappe. Una recherche della Sicilia nascosta, lontano dalle rotte turistiche, per riflettere sul senso e sul valore di essere siciliani. Un’avventura alla riscoperta di un patrimonio unico, frutto di interazione e mescolanze millenarie tra natura ed i popoli che si sono succeduti su quest’isola. La complessità della Sicilia e la vastità della sua ricchezza, sia materiale che immateriale, ci ha spinti dalle vecchie tonnare fino ai remoti monasteri dell’entroterra, raccogliendo la testimonianza di una galleria inedita di siciliani sul percorso.

Dormendo su spiagge deserte o all’ombra dei carrubi, entrando nelle case della gente e nelle botteghe degli artigiani, raccogliendo le storie di contadini e pastori, pescatori e salinari, apicoltori e mugnai abbiamo provato a ricostruire il nostro senso di appartenenza ad un passato comune, ad una radice indebolita dalla perdita di contatto con le generazioni più giovani, la cui diaspora rende più urgente la necessità di conservare la memoria identitaria in tutte le sue forme.

L'Italia non lascia traccia nell'anima senza la Sicilia. La Sicilia è la chiave di tutto.
J. W. von Goethe

GUARDA IL TRAILER

ITINERARIO

Resize the map
Loading

Alla scoperta della tessitura a telaio tradizionale sui Nebrodi a San Marco d'Alunzio, tra i borghi più belli d'Italia.…

Da Longi a San Marco d'Alunzio passando per l'abbazia di Fragalà. Tra mulini, vecchi telai e un'azienda dove si cuciono i capi di Prada.…

Tra gli apiari di ape nera sicula con Giacomo Emanuele nel Parco dei Nebrodi e al Rifugio del Sole con Angelo, sognatore visionario.…

COME TUTTO EBBE INIZIO

Tommaso Ragonese

Nato a Messina, ho lasciato la Sicilia ancor prima del compimento della maggiore età per tornarvi oltre un decennio più tardi, in un momento di profondo rinnovamento personale. 

Sebbene non mi sia rimasto alcun parente stretto a Cesarò, il paesino arroccato sui Monti Nebrodi da cui proviene la mia famiglia paterna, sono spesso tornato a ripercorrere le strade che mio nonno aveva percorso con mia nonna a cavalcioni della sua Moto Guzzi, dove il fratello di mio nonno aveva la falegnameria, dove resiste ancora, la casa, a lungo ormai disabitata, in cui nacque mio padre. Tutto questo non mi è mai sembrato di poca importanza.

Mi ritrovai così, un giorno di Marzo, ad entrare nel bar della piazza di fronte alla casa dove crebbe mio padre. Passando accanto a quattro anziani troppo intenti a giocare a carte per far caso al mio ingresso, rimasi folgorato dallo sguardo inquisitorio della proprietaria plurinovantenne dietro il bancone del bar, ed ancor più dalla domanda che mi pose senza convenevoli alcuni in dialetto: 

Ma tu, a chi appartieni?

L’anziana proprietaria del Bar Saraniti, a Cesarò (ME)

La questione dell’identità personale, per una generazione i cui massimi orizzonti erano quelli raggiungibili a dorso di mulo, si risolveva nell’appartenenza ad una famiglia. Per la proprietaria del bar, dunque, è sufficiente conoscere il mio cognome per identificarmi e collocarmi compiutamente nel mondo. Io tuttavia, nel pronunciare quel cognome, mi resi improvvisamente conto di quanto poco sapessi non soltanto della mia stessa famiglia ma anche dei miei luoghi d’origine. Fu così che nacque l’idea di unire le forze con l’amico e compagno di viaggi Marco Crupi per pianificare un’avventura che ci desse modo, da un lato, di riscoprire le nostre radici e, dall’altro, di raccontare la Sicilia in modo originale.

ALLA RICERCA DELLA SICILIA PERDUTA

Un manoscritto del 1300 conservato al laboratorio di restauro del libro antico di Mezzojuso (PA)

Al di fuori delle consuete mete turistiche, esiste una Sicilia nascosta, pressoché sconosciuta non soltanto agli occhi dei turisti, ma anche, ahimè, agli occhi troppo distratti o assuefatti dei siciliani stessi. Facendo leva su una dozzina d’anni di viaggi e permanenze in oltre 50 paesi, ho voluto pianificare e portare a termine un progetto che potesse rimettere in luce un patrimonio ambientale e culturale poco valorizzato, al punto che, come scriveva Matteo Collura nel 1984 in una ricca collezione di itinerari siciliani, “si può andare in Sicilia e non vederla”. Al contempo, Marco Crupi ed io, eravamo convinti che fosse necessario riaccendere l’interesse e l’entusiasmo dei Siciliani per la propria terra.

“Molti nostri compaesani soffrono di esterofilia, non capendo la bellezza che decidono deliberatamente di ignorare. La cultura di massa ci fa percepire belli e desiderabili solo certi posti, portandoci a guardare con sufficienza quello che ci circonda. È soprattutto per i siciliani che stiamo realizzando questo progetto.” - Marco Crupi

TUTELA DEL PATRIMONIO E SVILUPPO SOSTENIBILE

Il Castello manfredoniano di Mussomeli.

Dalle tonnare abbandonate ai mulini dimenticati nell’entroterra, dal bimbo che continua una tradizione millenaria di raccolta del sale a mano all’ultimo ciucculattaru ambulante del mondo, siamo andati alla ricerca di tracce materiali ed immateriali di un passato comune a tutti i siciliani. Nel corso di questa ricerca abbiamo spesso trovato chiare testimonianze di una connessione tra essere umano e natura che risulta troncata suppergiù tra la generazione dei nostri nonni e quella dei nostri padri. Millenni di interazione tra terra, mare ed i popoli che si sono succeduti su un’isola straordinariamente biodiversa e fertile hanno dato vita a tradizioni di artigianato, agricoltura, pesca e gastronomia che non possono andare dimenticate. Per questo motivo abbiamo deciso di collaborare con Slow Food, l’associazione impegnata a ridare valore al cibo nel rispetto di persone, ambiente e tradizioni locali.

Non sarebbe stato possibile occuparsi dell’inestimabile patrimonio naturale, culturale ed artistico di cui i siciliani sono i depositari, senza riconoscere che la sua salvaguardia dipende da una presa di responsabilità collettiva rispetto a sfide legate ad uno sviluppo sostenibile. Il nostro Viaggio è voluto dunque essere uno spunto per veicolare l’idea che una cultura della sostenibilità a 360 gradi è imprescindibile affinché il patrimonio avuto in eredità dal passato possa essere preservato e valorizzato trasformandosi in un fattore concreto per il riscatto dell’economia locale. È per questo che il Viaggio si è svolto in bicicletta, con pannelli solari e power bank per la ricarica delle apparecchiature elettroniche, l’impegno a non utilizzare plastica di alcun genere e generare 0 rifiuti non riciclabili, utilizzare acqua e risorse responsabilmente e dare visibilità a chi, più o meno in grande, condivide e mette in pratica le stesse idee.

L’obiettivo di diffondere una cultura valoriale attraverso il Viaggio ha dato vita ad una rete di realtà virtuose, messe in evidenza durante il percorso e che hanno contribuito ad ampliare l’eco di un messaggio comune. A Slow Food si sono aggiunte cooperative quali il Consorzio Libera Terra Mediterraneo, la Cooperativa Agricola Valdibella di Camporeale, la Cooperativa Quetzal di Modica, associazioni ambientaliste quali il WWF e MareVivo, iniziative di rigenerazione urbana quali FARM Cultural Park a Favara, l’Associazione Periferica a Mazara del Vallo, l’Associazione Culturale Cannistrà oltre che diverse amministrazioni comunali (Montalbano Elicona, Montelepre, Scicli etc).

REPORTAGE E DIARIO DI VIAGGIO

Al termine del giro abbiamo lanciato la piattaforma Slow Sicily. Sul nostro sito e sulla nostra pagina Facebook pubblichiamo periodicamente il Diario di Viaggio ed i reportage esclusivi con le foto e le interviste registrate durante il percorso. Collaboriamo con enti pubblici e privati, associazioni e tour operator (Mediterranea Trekking) per promuovere il turismo attivo e sostenibile in Sicilia tramite campagne di comunicazione online. Presentiamo il nostro viaggio al pubblico (scuole, locali, ristoranti) su richiesta.  Potete contattarci per email o sbracciarvi se ci vedete passare sulla nostra ammiraglia.