Il mondo immaginario di Vigata e Montelusa creato da Andrea Camilleri prende ispirazione da luoghi reali dell’agrigentino (in particolare Porto Empedocle, Agrigento, Menfi, Sciacca). Nella trasposizione televisiva, però, quasi tutte le scene sono girate nella Sicilia sud-orientale, soprattutto in provincia di Ragusa. Le città barocche di Scicli, Ragusa Ibla, Modica e Ispica forniscono l’ambientazione di Vigata, mentre il borgo marinaro di Punta Secca diventa la frazione di Marinella dove vive Montalbano. Di seguito presentiamo un elenco esaustivo delle location, suddivise per provincia, indicando il luogo reale, il corrispettivo fittizio nella serie e gli episodi (quando noti) in cui compaiono.
Provincia di Ragusa

La maggior parte delle location di Montalbano si trova in provincia di Ragusa, che funge da “Vigata” televisiva. In questa zona sono state girate le scene ricorrenti (commissariato, casa di Montalbano, ecc.) e molti luoghi appaiono in vari episodi. Ecco i principali:
- Ragusa Ibla – Corrisponde al centro di Vigata (la città immaginaria di Montalbano). La splendida Piazza Duomo di Ragusa Ibla, con la scalinata che conduce al Duomo di San Giorgio, rappresenta spesso la piazza principale di Vigata. Vi sono girate numerose scene: ad esempio Montalbano vi attraversa la piazza per andare al Bar Vigata in molti episodi; il Circolo di Conversazione e altri scorci di Ibla compaiono in Gli arancini di Montalbano e L’odore della notte. Anche i Giardini Iblei di Ragusa compaiono (ad es. come giardino di un ospedale in un episodio). Nella Ragusa superiore, moderna, sono state girate brevi scene: il Ponte dei Cappuccini (episodio Il ladro di merendine) e Piazza del Popolo/Piazza Poste (in La voce del violino).
- Scicli – Qui si trovano gli edifici che rappresentano il cuore istituzionale di Vigata e Montelusa. Il Municipio di Scicli funge da Commissariato di Vigata: la facciata dell’edificio in Via Mormino Penna appare in quasi tutti gli episodi come sede della polizia. All’interno dello stesso palazzo, nell’attuale Stanza del Sindaco, sono girate le scene dell’ufficio del Questore di Montelusa (il dott. Bonetti Alderighi). Sempre a Scicli, in Piazza Italia, la facciata di Palazzo Iacono è utilizzata come esterno della Questura di Montelusa. Moltissime puntate mostrano Montalbano che arriva in auto e parcheggia davanti a questi edifici. Scicli offre anche altre location: ad esempio la monumentale Chiesa di San Bartolomeo e altri scorci cittadini compaiono in varie indagini.
- Punta Secca (frazione di Santa Croce Camerina) – È la Marinella della fiction, ovvero il borgo marinaro dove vive Montalbano. La celebre casa del Commissario, con balcone e terrazza affacciati sulla spiaggia, esiste realmente a Punta Secca ed è oggi un B&B chiamato “Casa di Montalbano”. La spiaggia antistante e il mare compaiono in quasi tutte le puntate, con il commissario che vi nuota o prende il caffè al mattino. Nella piazzetta di Punta Secca si trova anche il ristorantino “Enzo a Mare”, ritrovo frequente di Montalbano per pranzi a base di pesce (nella fiction è il ristorante da Enzo).
- Donnalucata (frazione marinara di Scicli) – Il lungomare di Donnalucata è stato usato per rappresentare il lungomare di Vigata in alcune occasioni, ad esempio nell’episodio La forma dell’acqua. Alcune riprese in spiaggia e al porticciolo sono state effettuate qui.
- Sampieri (frazione di Scicli) – Sulla costa di Sampieri sorge la suggestiva Fornace Penna (rudere di una fabbrica di laterizi degli inizi ‘900), situata in località Punta Pisciotto. Nella serie questa location appare come la famosa “Mànnara”, ovvero l’ex stabilimento (tonnara) abbandonato luogo di crimini e incontri segreti. La Mànnara viene introdotta fin dal primo episodio La forma dell’acqua (è il luogo dove viene trovato l’ingegnere Luparello), e ricompare in altri episodi come scenario di eventi illeciti.
- Castello di Donnafugata (comune di Ragusa) – Questo elegante castello ottocentesco, nelle campagne ragusane, è usato come la villa del boss mafioso Balduccio Sinagra. Montalbano vi si reca più volte per colloqui “criptici” col vecchio boss. Ad esempio, nel terrazzo del castello avviene l’incontro-scontro tra il Commissario e Balduccio in Il giro di boa, il parco circostante compare in varie puntate (una gara di cavalli e una scena di seduzione in La pista di sabbia sono girate qui, così come il labirinto del giardino nasconde cadaveri in La gita a Tindari.
- Modica – La città di Modica, con il suo Duomo di San Giorgio, compare in alcune scene. In La voce del violino vediamo Livia (la compagna di Montalbano) arrivare in corriera a Vigata: la scena è girata a Modica, con la spettacolare facciata del Duomo sullo sfondo. Modica è anche il luogo in cui, nella fiction, abita il medico legale Dottor Pasquano (la sua casa si vede solo esternamente). Inoltre, vicoli e scorci di Modica sono stati usati per inseguimenti o sopralluoghi: ad esempio un vicolo di Modica Alta è riconoscibile nella puntata Il gioco delle tre carte (quando Montalbano cerca un sospetto).
- Ispica – Il paese di Ispica offre alcune scenografie barocche viste nella serie. In particolare il loggiato dell’ex Convento di Santa Maria del Gesù (detto Loggiato di Santa Maria Maggiore) e la Chiesa della Santissima Annunziata di Ispica si notano mentre Montalbano passeggia in una puntata. Questi monumenti appaiono ad esempio in Gli arancini di Montalbano e in L’odore della notte, contribuendo a rappresentare angoli di Vigata al di fuori del centro principale. Inoltre le Cave di Ispica (il parco archeologico-naturalistico) fanno da sfondo a scene dalla forte atmosfera siciliana in alcuni episodi della serie o dei film tratti da Camilleri.
- Comiso – La città di Comiso compare in almeno un episodio. Viene mostrata, ad esempio, la facciata della Chiesa di Santa Maria dell’Annunziata con l’adiacente cupola (monumento simbolo di Comiso). Una scena di indagine porta Montalbano a Comiso in La pazienza del ragno, oppure in La caccia al tesoro (dove si vedono scorci urbani di Comiso).
- Vittoria – Montalbano si spinge anche a Vittoria in alcuni casi. Il Teatro Comunale di Vittoria e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie compaiono ad esempio in un episodio come luoghi di un inseguimento o di un appostamento. La città di Vittoria (famosa per lo stile liberty e il vino Cerasuolo) fa da sfondo, ad esempio, ad alcune scene di Una voce di notte (dove il commissario indaga su traffici alimentari al mercato ortofrutticolo di Vittoria). Dal territorio di Vittoria proviene anche la frazione costiera di Scoglitti, le cui spiagge compaiono in scene di ritrovamenti macabri (come il ritrovamento di un cadavere semi-sepolto nella sabbia in Il campo del vasaio).
- Altre location ragusane – Numerose masserie e ville rurali della provincia sono state usate per ambientare abitazioni di personaggi o luoghi del delitto. Una menzione va alla Grotta delle Trabacche (antica catacomba paleocristiana nelle campagne di Ragusa): qui Montalbano scopre i due corpi abbracciati nell’episodio Il cane di terracotta. Anche la Villa Criscione e la Villa Fegotto (nella zona di Chiaramonte Gulfi) compaiono spesso come residenze di campagna: ad esempio, cantine e cortili della settecentesca Villa Fegotto sono usati in più episodi per ambientare magazzini o proprietà di personaggi coinvolti nelle indagini. Infine, il porto di Pozzallo (sebbene in provincia di Ragusa) è rilevante per trame legate al mare: in L’età del dubbio molte scene sono girate al porto e alla Capitaneria di Pozzallo, dove Montalbano collabora con la giovane Tenente di vascello Laura Belladonna.
Provincia di Siracusa
La fiction ha sfruttato anche alcuni scenari della provincia di Siracusa, soprattutto per rappresentare luoghi di Montelusa (la città capoluogo di provincia nelle storie, corrispondente ad Agrigento nei romanzi) o altre località in cui Montalbano si sposta per indagini. Ecco i principali:
- Noto – La città barocca di Noto è stata utilizzata in particolare per ambientare il Carcere di Vigata. L’imponente ex Convento di San Tommaso (oggi casa circondariale di Noto) appare spesso come la prigione dove Montalbano interroga detenuti o accompagna personaggi arrestati. Ad esempio, il commissario vi porta il giovane Pasquale (figlio della cuoca Adelina) in una scena memorabile. Sempre a Noto, diversi monumenti compaiono in alcune puntate per rappresentare scorci di Montelusa: il Palazzo Nicolaci, la Chiesa di Montevergini, la Cattedrale di San Nicolò, Palazzo Ducezio (Municipio di Noto) e la loggia dell’antico Mercato in via Rocco Pirri si vedono negli episodi Una faccenda delicata e La piramide di fango.
- Siracusa (città) – Il centro storico di Siracusa (Ortigia) fa da sfondo ad alcune scene nel film Il giro di boa. In particolare, vediamo Montalbano guidare la sua Fiat Tipo attraverso Piazza Duomo a Siracusa, passando davanti alla Cattedrale (Duomo), a Palazzo Beneventano del Bosco e Palazzo Vermexio. Questi luoghi siracusani rappresentano nel contesto della storia alcune vie di Montelusa dove il commissario si reca in missione.
- Brucoli – È un borgo marinaro (frazione di Augusta, in provincia di Siracusa) che appare anch’esso ne Il giro di boa. In una scena iniziale, infatti, Montalbano indaga su uno sbarco di migranti clandestini avvenuto sulla costa: tali sequenze sono state girate sulla piccola darsena di Brucoli, dando realismo al racconto dell’approdo.
- Marzamemi – Il pittoresco borgo di Marzamemi, con la sua piazzetta affacciata sul mare, viene mostrato in La forma dell’acqua. In quell’episodio vediamo Montalbano attraversare la piazza di Marzamemi accompagnato da un grosso cane nero, per poi affacciarsi sul lungomare e andare ad interrogare una prostituta del luogo. Marzamemi, con le sue casette dei pescatori, rappresenta un anonimo paese dove si svolge parte dell’indagine.
- Portopalo di Capo Passero – All’estremo sud della provincia siracusana, il territorio di Portopalo compare ne L’odore della notte. In quell’episodio Montalbano è alla ricerca di un fuggitivo (il ragioniere Gargano) e alcune riprese mostrano la Tonnara di Capo Passero e il vicino Castello Liberty di Portopalo sul mare. Questi luoghi reali costituiscono il paesaggio costiero dove il commissario e Fazio inseguono “un pazzo scatenato” (come lo definisce Fazio stesso). Si vedono il mare tra il Mar Ionio e il Mediterraneo e l’Isola di Capo Passero con l’antica fortezza spagnola, a evocare un angolo remoto della Sicilia dove si conclude la vicenda.
(N.B.: La provincia di Siracusa ospita anche altri possibili riferimenti minori: ad esempio alcune scene di campagna sono state girate nelle campagne fra Noto e Palazzolo Acreide, e il porto di Siracusa potrebbe apparire in passaggi veloci. Tuttavia, i luoghi sopra elencati sono i più significativi e riconoscibili utilizzati nella serie).
Provincia di Agrigento

Benché Vigata e Montelusa siano ispirate a Porto Empedocle e Agrigento, la troupe ha girato pochissimo nell’agrigentino, preferendo il sud-est. Tuttavia, vi sono alcune eccezioni in cui compaiono location reali di questa provincia:
- Valle dei Templi (Agrigento) – Nell’episodio Come voleva la prassi (2017), Salvo Montalbano dà appuntamento all’amica Ingrid proprio nell’area archeologica della Valle dei Templi di Agrigento. In una scena suggestiva, i due passeggiano con alle spalle un maestoso tempio greco (il Tempio della Concordia) illuminato al tramonto, scelto come luogo appartato per discutere lontano da occhi indiscreti. Questa è una delle rarissime apparizioni dirette di Agrigento nella serie.
- Porto Empedocle – Pur essendo la Vigata letteraria, Porto Empedocle non viene quasi mai mostrata direttamente nella fiction. Fa eccezione qualche riferimento o breve ripresa: ad esempio, in Il ladro di merendine l’arrivo di un peschereccio con un cadavere a bordo potrebbe essere stato girato nel porto di Porto Empedocle (o un porto simile) per richiamare la realtà dei fatti narrati. Tuttavia la maggior parte delle scene portuali viene girata altrove (Pozzallo o Mazara). Porto Empedocle viene più che altro omaggiata con la statua di Montalbano collocata nella sua via Roma, visibile in alcuni documentari ma non nella fiction stessa.
- Altri luoghi agrigentini (menzioni) – In alcune storie Camilleri cita paesaggi dell’agrigentino (ad es. le colline di marna bianca simili alla Scala dei Turchi di Realmonte, o cittadine come Fiacca ispirate a Sciacca), ma nella serie TV queste ambientazioni sono ricreate altrove. Ad esempio, la Scala dei Turchi non appare nella serie di Montalbano (viene invece mostrata in Il giovane Montalbano). Possiamo dunque dire che la presenza dell’agrigentino nella fiction è più simbolica (nelle atmosfere) che fisica, fatta salva la scena nella Valle dei Templi descritta sopra.
Provincia di Trapani

La serie occasionalmente ha portato Montalbano anche nella Sicilia occidentale (provincia di Trapani), in particolare per ambientare le vicende dell’episodio Il senso del tatto e parti de Il ladro di merendine. Ecco le location trapanesi utilizzate:
- Grotta Mangiapane (Custonaci) – È la scenografica grotta naturale che compare ne Il ladro di merendine (1999). Nella puntata, Montalbano scopre che la giovane Karima (madre del piccolo François) si nasconde in una grotta con case rurali al suo interno. Le scene sono girate proprio alla Grotta Mangiapane di Scurati, nel comune di Custonaci. Si tratta di un’enorme caverna nella roccia calcarea, al cui ingresso sorge un minuscolo borgo di casupole di pietra (realmente esistente e visitabile). La grotta viene mostrata quando il Commissario, accompagnato da Fazio, vi entra per cercare Karima. Questa location peculiare – uno dei luoghi più caratteristici della Sicilia occidentale – aggiunge autenticità all’episodio, mostrando un angolo di realtà (la grotta abitata di Custonaci) perfettamente calato nella finzione narrativa.
- Mazara del Vallo – Nella stessa puntata Il ladro di merendine, parte della trama coinvolge Mazara (città nota per la comunità di pescatori tunisini). In effetti, vediamo Montalbano aggirarsi a Mazara: in una scena scende una scalinata che conduce a un molo pieno di pescherecci ormeggiati. Quella scalinata esiste davvero ed è la Scalinata del Poverello nel centro storico di Mazara del Vallo, che collega la kasbah mazarese al porto canale. Dunque, la produzione ha girato a Mazara alcune inquadrature per restituire l’atmosfera arabo-normanna della cittadina (coerente con la presenza di Karima e dei pescatori maghrebini nella trama).
- San Vito lo Capo e Tonnara del Secco – Nell’episodio Il giro di boa (2005) alcune scene sono ambientate su un litorale lontano da Vigata. Si tratta in realtà di San Vito Lo Capo, rinomata località nel Trapanese: in particolare si vedono la piccola Cappella di Santa Crescenza (sullo sfondo di un incontro) e i ruderi della Tonnara del Secco, usati per rappresentare l’isoletta di Levanzo dove Montalbano si reca in vacanza con Livia. La Tonnara del Secco, suggestivo stabilimento in rovina sul mare di San Vito, compare mentre il commissario esplora la costa. Queste immagini, unite a quelle girate a Favignana (vedi sotto), ricostruiscono nella finzione l’isola immaginaria di “Levanza” descritta nella storia.
- Isola di Favignana – Alcune sequenze de Il senso del tatto (2002) sono girate sull’isola di Favignana (arcipelago delle Egadi, TP). In quel film TV, Montalbano e Livia soggiornano su un’isola per indagare sotto copertura, denominata Levanza nella finzione. Le riprese hanno sfruttato i paesaggi di Favignana (e in parte di San Vito lo Capo) per creare l’atmosfera isolana: spiagge deserte, cale rocciose e il mare cristallino delle Egadi. In particolare, viene mostrata la ex Tonnara Florio di Favignana e altre location costiere mentre si dipana l’indagine sul misterioso omicidio del fisioterapista cieco. Favignana, insieme a San Vito, “interpreta” dunque l’immaginaria Levanza.
- Scopello – Con i suoi faraglioni e l’antica tonnara, è un’altra famosa location trapanese apparsa effettivamente in alcune scene de Il senso del tatto. Sebbene la gran parte delle sequenze isolate di quell’episodio siano state girate a San Vito lo Capo e Favignana, la Tonnara di Scopello compare brevemente, regalando un ulteriore scorcio di fascino trapanese alla fiction.
Provincia di Messina

L’estrema punta nordorientale della Sicilia fa una breve apparizione nella serie con una scena iconica:
- Tindari – L’episodio La gita a Tindari (2001) si conclude proprio al Santuario di Tindari, sulla costa messinese. Nell’ultima scena, Montalbano e Livia passeggiano sul belvedere di Tindari: alle loro spalle svetta il colorato Santuario della Madonna Nera e davanti a loro si ammira la spettacolare laguna di Marinello, una striscia di sabbia che si protende nel mare. Questo panorama mozzafiato ispira Livia a fare a Salvo una proposta importante (nella fiction, è il momento in cui Livia chiede a Montalbano di sposarla). La scelta di girare a Tindari – luogo di pellegrinaggio affacciato sul Tirreno – aggiunge un tocco di romanticismo e di “sicilianità” autentica alla chiusura della puntata, mostrando un luogo reale ben riconoscibile.
Provincia di Catania
Non vi sono molte scene girate nel catanese, ma va citato:
- Aeroporto di Catania Fontanarossa – È l’aeroporto più vicino a Vigata e nella serie viene spesso menzionato o mostrato. Montalbano vi si reca in diverse occasioni, ad esempio per accompagnare o accogliere Livia. In Il giro di boa lo vediamo partire dall’aeroporto di Catania, mentre in La pazienza del ragno e altre storie l’aerostazione compare in brevi frammenti. Le riprese sono effettivamente state fatte all’aeroporto internazionale di Catania, come suggerito anche da riferimenti visivi (insegne, panorama dell’Etna in lontananza). Pur non essendo una location “turistica”, l’aeroporto è un luogo reale che serve alla narrazione per collegare Vigata al resto d’Italia (es. quando Montalbano prende l’aereo per Genova, o quando arrivano personaggi da fuori).
- Chiaramonte Gulfi – Comune in provincia di Ragusa ma sul confine col catanese, lo citiamo qui perché è nell’entroterra ibleo più vicino al territorio etneo. La zona collinare di Chiaramonte (Monti Iblei) ospita la già menzionata Villa Fegotto (usata spesso per scene rurali di Vigata). Inoltre in alcune puntate Montalbano guida attraverso paesaggi che includono sullo sfondo l’Etna innevato, segno che le riprese in esterni talvolta lambiscono la provincia di Catania per catturare scorci panoramici (ad esempio sulla SS 514 Ragusa-Catania).
(Le province di Enna, Caltanissetta e Palermo non risultano direttamente coinvolte nelle riprese della fiction, che ha privilegiato le zone costiere e barocche. Tuttavia, riferimenti indiretti esistono: ad esempio in Il campo del vasaio si menziona un casolare nell’entroterra che potrebbe idealmente trovarsi nel nisseno, ma le scene corrispondenti furono girate comunque nel ragusano).
Confronto tra luoghi reali e luoghi immaginari
La serie Il Commissario Montalbano ha dunque “sparpagliato” Vigata e dintorni in vari luoghi della Sicilia, creando un affascinante mosaico tra realtà e finzione. Ecco una sintesi di come i principali luoghi immaginari corrispondono ai set reali:
- Vigata – Nei romanzi è la trasfigurazione di Porto Empedocle (AG), ma nella serie televisiva Vigata è resa attraverso un insieme di luoghi del Ragusano. Il centro cittadino di Vigata corrisponde a Ragusa Ibla (Piazza Duomo e dintorni) e in parte a Scicli. Il Commissariato di Vigata si trova in realtà nel Municipio di Scicli; le vie e le piazze di Vigata sono spesso quelle di Ibla (come Via XXV Aprile, il Circolo di Conversazione, ecc.), mentre talvolta sono girate a Scicli o Modica per varietà. In sostanza, Vigata non è un singolo paese reale: è un collage di scenari iblei, scelti per ricreare l’atmosfera della cittadina immaginaria di Camilleri.
- Montelusa – È il capoluogo di provincia immaginario (nei libri assimilabile ad Agrigento). Nella fiction, Montelusa appare solo in alcune scene specifiche, identificate per lo più da edifici istituzionali: la Questura di Montelusa è girata a Scicli (Palazzo Iacono in Piazza Italia), mentre l’ufficio del Questore è, come detto, nella stanza del Sindaco di Scicli. Altre vedute di Montelusa possono corrispondere a Noto (per il carcere) o a Siracusa (per strade cittadine), ma Montelusa non ha un volto unico in video. È volutamente un luogo generico di “città più grande”, ottenuto miscelando location diverse (un contrasto rispetto alla più riconoscibile Vigata rurale).
- Marinella – È la frazione marinara dove Montalbano abita e nuota. Questo luogo di fantasia corrisponde perfettamente a Punta Secca, piccolo borgo sul litorale ragusano. La casa di Montalbano a Marinella esiste davvero a Punta Secca (come detto sopra), così come il faro e la torre saracena vicini compaiono spesso nella serie. In questo caso, dunque, la sovrapposizione fiction-realtà è totale: Punta Secca è Marinella agli occhi degli spettatori, tanto che la piazzetta è stata ribattezzata “Piazza Montalbano” localmente.
- La Mànnara – Nel mondo di Camilleri, la “mannara” indica un vecchio stabilimento (ex tonnara) teatro di vicende oscure. Nella serie, la mannara per eccellenza è la Fornace Penna di Sampieri. Questo rudere monumentale sul mare, con le sue arcate di pietra, viene utilizzato ogniqualvolta la trama parla di un luogo isolato dove avvengono crimini (cadaveri nascosti, incontri di mafia, tresche amorose illecite). Ad esempio, ne La forma dell’acqua è la mannara il luogo in cui vengono portati via i cadaveri e dove si svolge la scena iniziale del ritrovamento. L’identificazione Fornace Penna = Mannara è nota a tal punto che il rudere è spesso chiamato “la mannara di Montalbano” anche nei contesti turistici reali.
- Montelusa (provincia) – Nell’immaginario camilleriano, Montelusa è anche il nome della provincia che comprende Vigata. Nella serie TV questa dimensione “provinciale” è suggerita da alcuni dettagli: ad esempio sulle auto di polizia si legge “Montelusa” come dicitura provinciale. In termini di riprese, però, “la provincia di Montelusa” è indistinguibile dalla provincia di Ragusa: campagne, strade e panorami sono quelli iblei. Una curiosità è che, in un episodio, per dare l’idea di uno spostamento lontano, Montalbano viene mostrato guidare su uno sfondo con l’Etna – quasi a suggerire che Montelusa (Agrigento) sia in realtà più vicina a Catania! Ciò conferma la libertà geografica che la regia si è presa per esigenze sceniche.
In conclusione, la fiction Il Commissario Montalbano ha saputo fondere realtà e finzione usando location reali della Sicilia come tasselli per costruire Vigata e il suo mondo. I luoghi reali – dai palazzi barocchi di Ragusa e Scicli alle coste assolate di Punta Secca e Sampieri – hanno dato volto e atmosfera ai luoghi immaginari di Camilleri, rendendoli vivi e riconoscibili sullo schermo. Questo “gioco” di corrispondenze ha avuto grande successo: oggi il pubblico identifica Vigata con quei bellissimi scorci siciliani, e molti fan visitano Ragusa, Scicli, Punta Secca, ecc. proprio per ritrovare la Vigata televisiva nei luoghi reali. Le location della serie sono così diventate mete di un vero e proprio turismo culturale, a testimonianza di quanto fortemente i luoghi di Montalbano abbiano colpito l’immaginario collettivo.