Confezione da 500g di Fagiolo Cosaruciaru di Scicli, Presidio Slow Food, pronta per la vendita.

Tra le colline assolate della Val di Noto, nel cuore di Scicli, prospera un piccolo gioiello della biodiversità siciliana: il Fagiolo Cosaruciaru. Il suo nome dialettale, che significa “cosa dolce“, racconta già molto del suo sapore e della sua storia. Questo legume raro, legato indissolubilmente alla tradizione agricola locale, sta vivendo una nuova primavera grazie all’impegno di produttori appassionati come Giovanni Parisi, custode contemporaneo di una memoria contadina che rischiava di andare perduta.

Origini e storia del Fagiolo Cosaruciaru


Giovanni Parisi nel suo campo di sesamo di Ispica a Scicli, durante una spiegazione sul metodo di coltivazione tradizionale.

Le prime testimonianze del Fagiolo Cosaruciaru risalgono agli inizi del Novecento, quando era comunemente coltivato nelle “cannavate“, fertili terreni alluvionali lungo il torrente Modica-Scicli, ideali per la sua crescita. Questo legume aveva un ruolo significativo nell’economia locale, tanto che gli agricoltori della zona, noti come “ciumarari” (dal termine siciliano “fiume”), lo trasportavano in città su carretti per venderlo ai negozianti locali. Tuttavia, con l’avvento dell’agricoltura industriale e delle coltivazioni in serra, la sua produzione diminuì drasticamente a causa della bassa resa, portando quasi all’estinzione negli anni ’70. Solo grazie all’iniziativa di alcuni agricoltori appassionati del territorio, tra cui Giovanni Parisi, questo pregiato fagiolo ha ritrovato spazio nei campi della sua terra natia.

Caratteristiche distintive del Fagiolo Cosaruciaru


Il Cosaruciaru è un fagiolo di piccole dimensioni, dal colore bianco panna screziato di marrone, con una forma leggermente ovale e una superficie liscia. Una delle sue peculiarità è la buccia sottilissima, che non necessita di ammollo prolungato prima della cottura. Al palato, il Cosaruciaru rivela un sapore delicato, dolce e armonioso, che lo rende molto apprezzato anche dai bambini. Grazie alla sua dolcezza naturale – da cui deriva il nome “cosaruciaru”, ovvero “cosa dolce” – questo fagiolo è considerato un’eccellenza gastronomica della zona di Scicli. In dialetto è conosciuto affettuosamente come “u fasolu ri Scicli”. Rispetto ad altri legumi, il Cosaruciaru cuoce più velocemente e mantiene una consistenza cremosa senza sfaldarsi, il che lo rende ideale per zuppe e vellutate.

La rinascita della coltivazione: il ruolo di Giovanni Parisi


Operai agricoli durante la fase di trebbiatura dei fagioli Cosaruciaru nell’azienda di Giovanni Parisi a Scicli.

L’azienda agricola di Giovanni Parisi si è fatta portavoce della rinascita del Cosaruciaru. Dopo un accurato lavoro di ricerca e selezione dei semi originari, Parisi ha ripreso la coltivazione con metodi tradizionali, rispettando i tempi della natura e valorizzando il legame con il territorio. L’azienda si trova nelle campagne di Scicli, in contrada Torre Dammusa, un’area particolarmente vocata per la coltivazione di legumi grazie al microclima favorevole e al terreno ricco di sostanze organiche. Parisi ha anche promosso progetti educativi e collaborazioni con istituzioni locali per sensibilizzare le nuove generazioni sul valore del patrimonio agroalimentare. Grazie al suo impegno, il fagiolo ha riacquistato visibilità e prestigio, diventando simbolo della resistenza delle piccole produzioni locali di qualità.

Processo produttivo nell’azienda Parisi


Primo piano di un agricoltore che raccoglie manualmente le piante di fagiolo Cosaruciaru in un campo siciliano.

Nell’azienda Parisi la coltivazione del Cosaruciaru segue ritmi stagionali ben precisi. La semina avviene tra aprile e maggio, in appezzamenti selezionati in base alla rotazione colturale, per garantire la fertilità del suolo. La raccolta si effettua tra agosto e settembre, rigorosamente a mano, per evitare danni ai baccelli. Dopo la raccolta, i baccelli vengono lasciati ad asciugare al sole per diversi giorni, stesi su reti o teloni. Una volta essiccati, vengono sgranati manualmente o con l’aiuto di piccoli macchinari, tra cui una trebbiatrice di precisione, progettata per non danneggiare la buccia sottile del fagiolo. Ogni fase viene svolta con cura artigianale, in un perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione. Inoltre, l’azienda effettua controlli costanti sulla qualità del seme, dalla pulizia alla selezione, per assicurare un prodotto conforme agli standard del Presidio Slow Food.

Agricoltore al lavoro con macchinario tradizionale per la separazione dei baccelli di Cosaruciaru nei campi di Scicli.
Momento della pulizia e lavorazione dei fagioli Cosaruciaru con attrezzatura agricola nell’azienda Parisi a Scicli.

Il Fagiolo Cosaruciaru come Presidio Slow Food


Nel 2012 il Fagiolo Cosaruciaru di Scicli è stato riconosciuto come Presidio Slow Food, grazie all’impegno congiunto di agricoltori locali, associazioni di tutela e della Fondazione Slow Food per la Biodiversità. Questo importante riconoscimento non solo valorizza la qualità organolettica del prodotto, ma ne tutela anche l’origine, assicurando che i semi utilizzati provengano da ceppi locali selezionati. Il Presidio ha inoltre fissato un disciplinare di produzione che regola la coltivazione, la lavorazione e la commercializzazione del Cosaruciaru, promuovendo metodi rispettosi dell’ambiente e della cultura contadina. Slow Food ha permesso di creare una rete di produttori che condividono buone pratiche agricole e obiettivi comuni: la tutela della biodiversità, il rispetto del territorio e la promozione di una filiera corta e trasparente. Il presidio partecipa regolarmente a eventi nazionali come Terra Madre e il Salone del Gusto, contribuendo a far conoscere questo legume anche fuori dalla Sicilia.

Utilizzi culinari e ricette tradizionali


In cucina, il Cosaruciaru si presta a numerose preparazioni della tradizione sciclitana. Viene spesso utilizzato per zuppe e minestre, come la classica “pasta e fasola”, ma anche in insalate tiepide con olio extravergine d’oliva, cipolla rossa e origano. La sua buccia sottile e il gusto dolce lo rendono ideale anche per abbinamenti più creativi, come crostini con crema di fagioli e acciughe o vellutate impreziosite da erbe aromatiche locali.

Valore nutrizionale e benefici per la salute


Il Cosaruciaru è un alimento altamente nutriente. Ricco di proteine vegetali, fibre e sali minerali come ferro, magnesio e potassio, è perfetto per un’alimentazione sana ed equilibrata. Inserito nella dieta mediterranea, contribuisce alla prevenzione delle malattie cardiovascolari e al controllo della glicemia, grazie al suo basso indice glicemico. La sua digeribilità lo rende adatto anche a bambini e anziani.

Dove acquistare il Fagiolo Cosaruciaru e prodotti correlati


Crema spalmabile artigianale a base di fagiolo Cosaruciaru, prodotta in Sicilia e certificata Slow Food.

Il Fagiolo Cosaruciaru di Scicli può essere acquistato direttamente presso l’azienda agricola di Giovanni Parisi, che partecipa regolarmente a fiere e mercati locali. Alcuni trasformatori locali offrono anche conserve e creme a base di Cosaruciaru, ideali per portare un pezzo di Sicilia autentica sulla propria tavola

Per acquistare i loro prodotti o per ulteriori informazioni, è possibile contattare l’azienda ai seguenti recapiti:​

  • Indirizzo: Contrada Carcarazzo sn, 97018 Scicli (RG), Sicilia, Italia​.
  • Telefono: +39 329 2165070​.

Inoltre, i prodotti dell’Azienda Agricola Parisi sono disponibili per l’acquisto online attraverso vari rivenditori specializzati in prodotti tipici siciliani.

Per chi desidera visitare l’azienda o acquistare i prodotti direttamente in loco, si consiglia di contattare preventivamente l’azienda per concordare un appuntamento o verificare gli orari di apertura.

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About the Author: Marco Crupi

Ex fotografo professionista (2015–2022) e sviluppatore web, vive a Messina. Il suo blog fotografico marcocrupi.it è stato dal 2008 al 2020 uno dei principali punti di riferimento per la fotografia in Italia. Dal 2015 al 2021 ha collaborato con Panasonic come Global Brand Ambassador e con diversi brand internazionali del settore, tra cui Epson, Nokia, Carl Zeiss, Samsung e Manfrotto. Profondamente legato alla Sicilia, considera questo sito un progetto fotografico e narrativo a lungo termine: un lavoro in continua evoluzione per raccontare l’isola attraverso i suoi paesaggi, i luoghi meno noti e il rapporto tra territorio, luce e memoria.