Borgo Guttadauro: Dal Progetto Fascista all’Abbandono

Scopri la storia di Borgo Guttadauro, il borgo fantasma siciliano tra architettura fascista, abbandono e possibili futuri turistici

Testo e Foto di Marco Crupi

Resti della chiesa abbandonata di Borgo Guttadauro in Sicilia, avvolta dalla vegetazione e segnata dal tempo.

Resti della chiesa abbandonata di Borgo Guttadauro, avvolta dalla vegetazione e segnata dal tempo.

Borgo Guttadauro è uno degli esempi più emblematici dei borghi rurali siciliani edificati durante il periodo fascista. Nato nell’ambito dei progetti di bonifica e colonizzazione delle campagne siciliane, il borgo rappresenta oggi un luogo abbandonato, il cui passato glorioso si scontra con il degrado del presente. Negli ultimi anni, sono state avanzate diverse proposte per il suo recupero e valorizzazione, rendendolo un potenziale punto di interesse storico e turistico.

Origine del Nome

Borgo Guttadauro deve il suo nome a Emanuele Guttadauro, un militare originario di Gela, decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare per il suo sacrificio nella guerra civile spagnola nel 1938. L’intitolazione del borgo a un eroe di guerra sottolinea l’impronta propagandistica del regime fascista, che intendeva celebrare i suoi caduti attraverso opere pubbliche e insediamenti agricoli.

Contesto Storico e Progetto

Struttura decadente con archi a Borgo Guttadauro, antico villaggio rurale siciliano oggi in stato di abbandono

Il Borgo Guttadauro faceva parte di un ambizioso piano di sviluppo agricolo promosso da Re Vittorio Emanuele III, mirato alla bonifica della Piana di Gela. Questo progetto prevedeva la costruzione di otto insediamenti rurali, con l’obiettivo di trasformare la Sicilia in un centro agricolo produttivo e incentivare la colonizzazione delle aree rurali attraverso la creazione di borghi autosufficienti.

Il borgo sorse in contrada Case Cammarata, su terreni appartenenti ai fratelli Francesco e Fulvio Camerata, figli del Barone Salvatore Camerata di Piazza Armerina. L’architetto Gaetano Averna fu incaricato della progettazione nel 1940, con il progetto approvato il 20 giugno dello stesso anno. La gara d’appalto per la costruzione si svolse il 5 novembre 1940 a Palermo, presso la sede dell’Ente di Colonizzazione del Latifondo Siciliano (ECLS), e fu vinta dalla ditta romana Ferrobeton, con l’accordo firmato il 29 gennaio 1941.

Il progetto era ambizioso e prevedeva la realizzazione di un insediamento dotato di tutte le strutture necessarie per fungere da centro vitale e operativo per gli agricoltori locali. Tra le strutture pianificate vi erano una chiesa con annessa casa parrocchiale, una scuola con alloggio per l’insegnante, una sede per il podestà, un ufficio postale, una caserma dei carabinieri, un ambulatorio medico, una trattoria con possibilità di alloggio, uffici per l’Ente di Colonizzazione, esercizi commerciali e una cabina elettrica.

L’idea di base era che il borgo desse slancio all’agricoltura, favorendo il comprensorio dove storicamente si coltivavano grano, legumi, cotone e produzioni arboree. A supporto di ciò, venne realizzato il lago artificiale del Disueri per ottimizzare la distribuzione dell’acqua agli agricoltori e agli allevatori, mirando a far rifiorire anche la pastorizia.

I lavori di costruzione iniziarono nel 1941, ma furono interrotti nel 1943 a causa dello sbarco alleato in Sicilia, che rallentò significativamente il completamento del borgo.

Costruzione e Strutture Principali

Edificio in rovina a Borgo Guttadauro, borgo rurale siciliano costruito nel periodo fascista e oggi abbandonato.

Le strutture previste includevano:

  • Una chiesa con annessa casa parrocchiale;
  • Una scuola per i bambini del borgo;
  • La sede del podestà;
  • Un ufficio postale;
  • Una caserma dei carabinieri;
  • Un ambulatorio medico;
  • Una trattoria e alcuni esercizi commerciali;
  • Gli uffici dell’Ente di colonizzazione;
  • Una cabina elettrica.

Sebbene il borgo fosse stato pensato per essere un centro autosufficiente, la guerra impedì il completamento delle opere.

Evoluzione Post-Bellica

Nel dopoguerra, si tentò di completare il borgo con vari appalti e modifiche al progetto originale. Nel 1962, l’allora deputato Salvo Lima intervenne per rilanciare il borgo, ma i risultati furono limitati.

Nel 1971, Borgo Guttadauro venne assegnato ufficialmente al comune di Butera, nella speranza che potesse essere integrato nel tessuto agricolo della zona.

Declino e Abbandono

Nonostante gli sforzi per mantenerlo attivo, il borgo conobbe un rapido declino. Negli anni ’70, alcune monache dell’ordine di Sant’Anna si stabilirono a Borgo Guttadauro e per un periodo il borgo ospitò anche un’attività scolastica. Tuttavia, la cattiva gestione amministrativa e il progressivo spopolamento delle aree rurali siciliane portarono all’abbandono definitivo del sito a metà degli anni ’80.

Stato Attuale

Oggi, Borgo Guttadauro è in stato di totale abbandono. Gli edifici, lasciati senza manutenzione, sono stati progressivamente saccheggiati e si trovano in condizioni di pericolo strutturale. La chiesa, una delle strutture più importanti del borgo, ha subito un crollo parziale tra il 2004 e il 2005.

Nonostante il degrado, il borgo rimane un luogo affascinante per chi ama esplorare i resti delle colonizzazioni rurali del Novecento. Nel 2020, il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha annunciato un piano di riqualificazione del borgo come attrazione turistica, ma ad oggi non si sono visti interventi concreti.

Tentativi di Vendita e Progetti Futuri

Nel 2024, il comune di Butera ha messo all’asta il borgo per la cifra di 716.000 euro, nel tentativo di attrarre investitori privati interessati a riqualificarlo. Tuttavia, non sono pervenute offerte.

Tra le proposte per il suo recupero, si distingue il progetto “Agro-Village”, ideato dagli architetti Antonuccio, Scoglio e Di Fede, che prevede la trasformazione del borgo in un centro agricolo sostenibile e in una struttura ricettiva di tipo agrituristico.

Posizione sulla Mappa

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Scopri la storia di Borgo Guttadauro, il borgo fantasma siciliano tra architettura fascista, abbandono e possibili futuri turistici

Testo e Foto di Marco Crupi

Resti della chiesa abbandonata di Borgo Guttadauro in Sicilia, avvolta dalla vegetazione e segnata dal tempo.

Resti della chiesa abbandonata di Borgo Guttadauro, avvolta dalla vegetazione e segnata dal tempo.

Borgo Guttadauro è uno degli esempi più emblematici dei borghi rurali siciliani edificati durante il periodo fascista. Nato nell’ambito dei progetti di bonifica e colonizzazione delle campagne siciliane, il borgo rappresenta oggi un luogo abbandonato, il cui passato glorioso si scontra con il degrado del presente. Negli ultimi anni, sono state avanzate diverse proposte per il suo recupero e valorizzazione, rendendolo un potenziale punto di interesse storico e turistico.

Origine del Nome

Borgo Guttadauro deve il suo nome a Emanuele Guttadauro, un militare originario di Gela, decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare per il suo sacrificio nella guerra civile spagnola nel 1938. L’intitolazione del borgo a un eroe di guerra sottolinea l’impronta propagandistica del regime fascista, che intendeva celebrare i suoi caduti attraverso opere pubbliche e insediamenti agricoli.

Contesto Storico e Progetto

Struttura decadente con archi a Borgo Guttadauro, antico villaggio rurale siciliano oggi in stato di abbandono

Il Borgo Guttadauro faceva parte di un ambizioso piano di sviluppo agricolo promosso da Re Vittorio Emanuele III, mirato alla bonifica della Piana di Gela. Questo progetto prevedeva la costruzione di otto insediamenti rurali, con l’obiettivo di trasformare la Sicilia in un centro agricolo produttivo e incentivare la colonizzazione delle aree rurali attraverso la creazione di borghi autosufficienti.

Il borgo sorse in contrada Case Cammarata, su terreni appartenenti ai fratelli Francesco e Fulvio Camerata, figli del Barone Salvatore Camerata di Piazza Armerina. L’architetto Gaetano Averna fu incaricato della progettazione nel 1940, con il progetto approvato il 20 giugno dello stesso anno. La gara d’appalto per la costruzione si svolse il 5 novembre 1940 a Palermo, presso la sede dell’Ente di Colonizzazione del Latifondo Siciliano (ECLS), e fu vinta dalla ditta romana Ferrobeton, con l’accordo firmato il 29 gennaio 1941.

Il progetto era ambizioso e prevedeva la realizzazione di un insediamento dotato di tutte le strutture necessarie per fungere da centro vitale e operativo per gli agricoltori locali. Tra le strutture pianificate vi erano una chiesa con annessa casa parrocchiale, una scuola con alloggio per l’insegnante, una sede per il podestà, un ufficio postale, una caserma dei carabinieri, un ambulatorio medico, una trattoria con possibilità di alloggio, uffici per l’Ente di Colonizzazione, esercizi commerciali e una cabina elettrica.

L’idea di base era che il borgo desse slancio all’agricoltura, favorendo il comprensorio dove storicamente si coltivavano grano, legumi, cotone e produzioni arboree. A supporto di ciò, venne realizzato il lago artificiale del Disueri per ottimizzare la distribuzione dell’acqua agli agricoltori e agli allevatori, mirando a far rifiorire anche la pastorizia.

I lavori di costruzione iniziarono nel 1941, ma furono interrotti nel 1943 a causa dello sbarco alleato in Sicilia, che rallentò significativamente il completamento del borgo.

Costruzione e Strutture Principali

Edificio in rovina a Borgo Guttadauro, borgo rurale siciliano costruito nel periodo fascista e oggi abbandonato.

Le strutture previste includevano:

  • Una chiesa con annessa casa parrocchiale;
  • Una scuola per i bambini del borgo;
  • La sede del podestà;
  • Un ufficio postale;
  • Una caserma dei carabinieri;
  • Un ambulatorio medico;
  • Una trattoria e alcuni esercizi commerciali;
  • Gli uffici dell’Ente di colonizzazione;
  • Una cabina elettrica.

Sebbene il borgo fosse stato pensato per essere un centro autosufficiente, la guerra impedì il completamento delle opere.

Evoluzione Post-Bellica

Nel dopoguerra, si tentò di completare il borgo con vari appalti e modifiche al progetto originale. Nel 1962, l’allora deputato Salvo Lima intervenne per rilanciare il borgo, ma i risultati furono limitati.

Nel 1971, Borgo Guttadauro venne assegnato ufficialmente al comune di Butera, nella speranza che potesse essere integrato nel tessuto agricolo della zona.

Declino e Abbandono

Nonostante gli sforzi per mantenerlo attivo, il borgo conobbe un rapido declino. Negli anni ’70, alcune monache dell’ordine di Sant’Anna si stabilirono a Borgo Guttadauro e per un periodo il borgo ospitò anche un’attività scolastica. Tuttavia, la cattiva gestione amministrativa e il progressivo spopolamento delle aree rurali siciliane portarono all’abbandono definitivo del sito a metà degli anni ’80.

Stato Attuale

Oggi, Borgo Guttadauro è in stato di totale abbandono. Gli edifici, lasciati senza manutenzione, sono stati progressivamente saccheggiati e si trovano in condizioni di pericolo strutturale. La chiesa, una delle strutture più importanti del borgo, ha subito un crollo parziale tra il 2004 e il 2005.

Nonostante il degrado, il borgo rimane un luogo affascinante per chi ama esplorare i resti delle colonizzazioni rurali del Novecento. Nel 2020, il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha annunciato un piano di riqualificazione del borgo come attrazione turistica, ma ad oggi non si sono visti interventi concreti.

Tentativi di Vendita e Progetti Futuri

Nel 2024, il comune di Butera ha messo all’asta il borgo per la cifra di 716.000 euro, nel tentativo di attrarre investitori privati interessati a riqualificarlo. Tuttavia, non sono pervenute offerte.

Tra le proposte per il suo recupero, si distingue il progetto “Agro-Village”, ideato dagli architetti Antonuccio, Scoglio e Di Fede, che prevede la trasformazione del borgo in un centro agricolo sostenibile e in una struttura ricettiva di tipo agrituristico.

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Resti della chiesa abbandonata di Borgo Guttadauro, avvolta dalla vegetazione e segnata dal tempo.

Borgo Guttadauro è uno degli esempi più emblematici dei borghi rurali siciliani edificati durante il periodo fascista. Nato nell’ambito dei progetti di bonifica e colonizzazione delle campagne siciliane, il borgo rappresenta oggi un luogo abbandonato, il cui passato glorioso si scontra con il degrado del presente. Negli ultimi anni, sono state avanzate diverse proposte per il suo recupero e valorizzazione, rendendolo un potenziale punto di interesse storico e turistico.

Origine del Nome

Borgo Guttadauro deve il suo nome a Emanuele Guttadauro, un militare originario di Gela, decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare per il suo sacrificio nella guerra civile spagnola nel 1938. L’intitolazione del borgo a un eroe di guerra sottolinea l’impronta propagandistica del regime fascista, che intendeva celebrare i suoi caduti attraverso opere pubbliche e insediamenti agricoli.

Contesto Storico e Progetto

Struttura decadente con archi a Borgo Guttadauro, antico villaggio rurale siciliano oggi in stato di abbandono

Il Borgo Guttadauro faceva parte di un ambizioso piano di sviluppo agricolo promosso da Re Vittorio Emanuele III, mirato alla bonifica della Piana di Gela. Questo progetto prevedeva la costruzione di otto insediamenti rurali, con l’obiettivo di trasformare la Sicilia in un centro agricolo produttivo e incentivare la colonizzazione delle aree rurali attraverso la creazione di borghi autosufficienti.

Il borgo sorse in contrada Case Cammarata, su terreni appartenenti ai fratelli Francesco e Fulvio Camerata, figli del Barone Salvatore Camerata di Piazza Armerina. L’architetto Gaetano Averna fu incaricato della progettazione nel 1940, con il progetto approvato il 20 giugno dello stesso anno. La gara d’appalto per la costruzione si svolse il 5 novembre 1940 a Palermo, presso la sede dell’Ente di Colonizzazione del Latifondo Siciliano (ECLS), e fu vinta dalla ditta romana Ferrobeton, con l’accordo firmato il 29 gennaio 1941.

Il progetto era ambizioso e prevedeva la realizzazione di un insediamento dotato di tutte le strutture necessarie per fungere da centro vitale e operativo per gli agricoltori locali. Tra le strutture pianificate vi erano una chiesa con annessa casa parrocchiale, una scuola con alloggio per l’insegnante, una sede per il podestà, un ufficio postale, una caserma dei carabinieri, un ambulatorio medico, una trattoria con possibilità di alloggio, uffici per l’Ente di Colonizzazione, esercizi commerciali e una cabina elettrica.

L’idea di base era che il borgo desse slancio all’agricoltura, favorendo il comprensorio dove storicamente si coltivavano grano, legumi, cotone e produzioni arboree. A supporto di ciò, venne realizzato il lago artificiale del Disueri per ottimizzare la distribuzione dell’acqua agli agricoltori e agli allevatori, mirando a far rifiorire anche la pastorizia.

I lavori di costruzione iniziarono nel 1941, ma furono interrotti nel 1943 a causa dello sbarco alleato in Sicilia, che rallentò significativamente il completamento del borgo.

Costruzione e Strutture Principali

Edificio in rovina a Borgo Guttadauro, borgo rurale siciliano costruito nel periodo fascista e oggi abbandonato.

Le strutture previste includevano:

  • Una chiesa con annessa casa parrocchiale;
  • Una scuola per i bambini del borgo;
  • La sede del podestà;
  • Un ufficio postale;
  • Una caserma dei carabinieri;
  • Un ambulatorio medico;
  • Una trattoria e alcuni esercizi commerciali;
  • Gli uffici dell’Ente di colonizzazione;
  • Una cabina elettrica.

Sebbene il borgo fosse stato pensato per essere un centro autosufficiente, la guerra impedì il completamento delle opere.

Evoluzione Post-Bellica

Nel dopoguerra, si tentò di completare il borgo con vari appalti e modifiche al progetto originale. Nel 1962, l’allora deputato Salvo Lima intervenne per rilanciare il borgo, ma i risultati furono limitati.

Nel 1971, Borgo Guttadauro venne assegnato ufficialmente al comune di Butera, nella speranza che potesse essere integrato nel tessuto agricolo della zona.

Declino e Abbandono

Nonostante gli sforzi per mantenerlo attivo, il borgo conobbe un rapido declino. Negli anni ’70, alcune monache dell’ordine di Sant’Anna si stabilirono a Borgo Guttadauro e per un periodo il borgo ospitò anche un’attività scolastica. Tuttavia, la cattiva gestione amministrativa e il progressivo spopolamento delle aree rurali siciliane portarono all’abbandono definitivo del sito a metà degli anni ’80.

Stato Attuale

Oggi, Borgo Guttadauro è in stato di totale abbandono. Gli edifici, lasciati senza manutenzione, sono stati progressivamente saccheggiati e si trovano in condizioni di pericolo strutturale. La chiesa, una delle strutture più importanti del borgo, ha subito un crollo parziale tra il 2004 e il 2005.

Nonostante il degrado, il borgo rimane un luogo affascinante per chi ama esplorare i resti delle colonizzazioni rurali del Novecento. Nel 2020, il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha annunciato un piano di riqualificazione del borgo come attrazione turistica, ma ad oggi non si sono visti interventi concreti.

Tentativi di Vendita e Progetti Futuri

Nel 2024, il comune di Butera ha messo all’asta il borgo per la cifra di 716.000 euro, nel tentativo di attrarre investitori privati interessati a riqualificarlo. Tuttavia, non sono pervenute offerte.

Tra le proposte per il suo recupero, si distingue il progetto “Agro-Village”, ideato dagli architetti Antonuccio, Scoglio e Di Fede, che prevede la trasformazione del borgo in un centro agricolo sostenibile e in una struttura ricettiva di tipo agrituristico.

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